Cronaca dal Mondo

Variante sudafricana del Covid-19 individuata in Europa. Il parere degli esperti e la corsa ai ripari

L'Europa corre ai ripari con l'annuncio di una limitazione dei viaggi a chi arriva di diversi Paesi del sud dell'Africa. L'OMS però non è d'accordo perché non ci sono dati
Variante Sudafrica arriva in europa

È stata identificata una nuova variante del Covid-19, già ribattezzata con il nome del Paese dove è stata isolata: Sudafrica. La nuova variante è al momento in fase di studio e ancora non è del tutto chiaro il suo impatto in termini di contagiosità ed efficacia di terapie e vaccini. Il tracciamento della nuova variante è stato immediatamente avviato e, fino a poche ore fa, sembrava non essere ancora arrivata su suolo europeo: pare però che non sia così.

La variante sudafricana è arrivata in Europa

Risulterebbe esserci già un primo caso di variante sudafricana su suolo europeo, per la precisione si tratta del Belgio.

Si tratterebbe di una giovane donna adulta che ha sviluppato i sintomi a 11 giorni dal rientro da un viaggio in Egitto e attraverso la Turchia.

Secondo quanto riferisce Ansa, la donna pare non avesse alcun collegamento con il Sudafrica né tantomeno con altri territori a sud del continente africano. L’agenzia riferisce inoltre che la donna non si è mai sottoposta a ciclo vaccinale né ha mai contratto il virus in precedenza e la sua carica virale era molto alta.

La nuova variante sudafricana spaventa l’Europa

Le notizie sulla nuova variante sono molto preoccupanti” ha commentato la presidente della Commissione UE, Ursula Von Der Leyen, che ha aggiunto “Sappiamo che le mutazioni si possono propagare in tutto il mondo in pochi mesi.

È importante che l’Europa si muova velocemente e in modo compatto“, si legge su Ansa.

L’Europa quindi corre ai ripari, Von Der Leyen, si legge sempre su Ansa, ha aggiunto: “Ho proposto agli Stati membri di attivare il freno d’emergenza per limitare la diffusione della nuova variante con la sospensione di tutti i voli dall’Africa australe fino a quando non avremo una chiara comprensione della gravità della variante“, aggiungendo che chi ritorna da quei Paesi devono sottoporsi a quarantena, “Contratti dell’Unione europea con i produttori affermano che i vaccini devono essere adattati immediatamente alle nuove varianti man mano che emergono.

L’Europa ha preso le precauzioni”.

Anche l’Italia ha vietato gli ingressi a chi negli ultimi 14 giorni è stato in Sudafrica, Lesotho, Botswana, Mozambico, Namibia, Eswatini.

L’OMS è contraria alle restrizioni sui viaggi

L‘Organizzazione Mondiale della Sanità non sembra però essere d’accordo con la decisione dei vari Paesi di limitare i viaggi, il motivo sarebbe nel fatto che al momento non è possibile cooscere la portata della nuova variane e le implocazioni e i rischi che essa comporta.

È stato annunciato che si terrà a Ginevra un meeting di esperti sulla nuova variante.

Si legge su Adn: “Quello che sappiamo è che ha un ampio numero di mutazioni e la preoccupazione, quando hai così tante mutazioni, è che questo possa avere un impatto su come il virus si comporta. Adesso i ricercatori si stanno mettendo insieme per capire dove sono queste mutazioni e cosa potenzialmente potrebbero significare per i nostri strumenti diagnostici, le nostre terapie e i nostri vaccini. È positivo che queste varianti vengano scoperte.

Significa che abbiamo un sistema in campo. Ci vorranno poche settimane per noi per capire quale impatto ha questa variante” ha detto Maria Van Kerkhove, esperta dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms).

Pfizer già al lavoro su una copertura vaccinale verso la nuova variante

L’azienda Pfizer ha già annunciato di essere a lavoro su un vaccino fatto a misura delle varianti entro tre mesi. Lo ha reso noto l’azienda stessa, con una nota ripresa dai media: “Nel caso in cui emerga una variante del virus SasrCoV2 che sfugga al vaccino, Pfizer e BioNTech prevedono di essere in grado di sviluppare e produrre un vaccino su misura contro quella variante in circa 100 giorni, previa approvazione normativa“.

L’Italia pronta a studiare la nuova variante

Anche l’Italia si è detta pronta a studiare la nuova variante, lo ha reso noto l’istituto Spallanzani che ha già costituito una “Task Force per una nuova variante” si legge su AdnKronos, “In relazione alla comparsa della nuova variante di Sars-CoV-2, B11529, isolata in Sudafrica, l’Istituto Spallanzani ha costituito una task force per analizzare dati che afferiscono a livello internazionale e predisporre il sequenziamento dei ceppi ai fini di sorveglianza virologica. L’Istituto Spallanzani, grazie all’intervento del ministero degli Esteri, si è messo in contatto con l’ambasciatore italiano in Sudafrica Paolo Cuculi che sta facilitando i contatti con il Nicd sudafricano. La task force avrà a breve una call internazionale con gli esperti del Nicd per discutere dei dati e confrontarsi sulle misure da adottare“.

Il direttore dello Spallanzani Vaia ha aggiunto: “Questa è la risposta immediata dello Spallanzani e dell’intero sistema Paese alla preoccupazione che insorge nei cittadini rispetto a questa variante. Il messaggio che lanciamo è: facciamo attenzione, osserviamo, studiamo e poi verifichiamo quali sono le azioni per combattere questa altra ulteriore variante“.

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