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Trattato del Quirinale, siglato l’asse tra Italia e Francia che vorrebbe cambiare l’Europa: cosa prevede

Firmato il Trattato del Quirinale tra Italia e Francia, l'accordo bilaterale per integrare la cooperazione tra i due Paesi e il rafforzamento della sovranità europea. I 12 articoli e cosa prevede
macron draghi e mattarella alla firma del trattato del quirinale

È stato firmato il Trattato del Quirinale dal presidente del Consiglio Mario Draghi e dal presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron, di fronte al “testimone” Sergio Mattarella. L’accordo bilaterale punta a intensificare i rapporti tra Italia e Francia, creando una linea comune di fronte alle sfide globali e rafforzando il processo di integrazione europeo nel desiderio dei suoi promotori. Il Trattato del Quirinale, così chiamato perché siglato al Colle, conta un preambolo e 12 articoli, in cui si dichiara la volontà di una sinergia comune, i punti di convergenza e di interesse delle due nazioni.

Trattato del Quirinale, Francia e Italia sempre più vicine

Il Trattato del Quirinale è allo studio dal 2017, quando l’allora presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ed Emmanuel Macron manifestarono l’intenzione di intensificare i rapporti bilaterali durante una visita a Lione. Non è una novità nel panorama europeo: il trattato è stato preceduto da un’operazione simile tra Francia e Germania, che dopo l’intesa del 1963 tra Charles De Gaulle e il cancelliere della Repubblica Federale di Germania Konrad Adenauer, il Trattato dell’Eliseo, firmarono un nuovo accordo bilaterale in tempi più recenti.

Macron e Angela Merkel, infatti, nel 2019 rinnovarono ad Aquisgrana l’operazione, con l’obiettivo di approfondire i rapporti e l’integrazione tra i due Paesi europei. Una testimonianza nero su bianco di quell’asse franco-tedesco che ha traghettato l’Unione Europea negli ultimi anni e che, con l’avvento di Mario Draghi a Palazzo Chigi, vede certamente un nuovo protagonismo dell’Italia. Probabilmente il Trattato del Quirinale avrà lo stesso impatto sull’equilibrio europeo, come auspica lo stesso presidente del Consiglio: “Vogliamo favorire e accelerare il processo di integrazione europea“, con una revisione delle regole che “se prima era necessaria, oggi è inevitabile“.

Cosa prevede il Trattato del Quirinale

Il Trattato del Quirinale presenta un preambolo e 12 articoli, in cui si ribadisce l’amicizia che unisce Italia e Francia, saldata nel legame indissolubile con il bacino del Mediterraneo, un patrimonio culturale comune. Diversi i valori che le due nazioni condividono richiamati nel preambolo: dal pluralismo alla tolleranza, con il multilateralismo come bussola della politica estera basata sull’adesione alle Nazioni Unite e al rispetto del diritto internazionale.

Sono presenti anche nuovi obiettivi emersi dalle sfide del millennio, come la lotta al cambiamento climatico, di cui il progresso sociale e ambientale sono due facce della stessa medaglia, il controllo delle migrazioni, la lotta al Covid-19, l’affermazione di una sovranità europea che passa anche per la costruzione di una difesa comune.

I 12 punti dell’accordo bilaterale tra Italia e Francia

  • Affari esteri: su questi c’è la volontà di Italia e Francia di stabilire posizioni comuni, che quindi verranno studiate a partire da consultazioni rafforzate particolarmente tramite una diplomazia congiunta nei Paesi terzi e nelle organizzazioni internazionali. L’attenzione è puntata sul Mediterraneo, dove i Paesi si impegnano a combattere l’immigrazione clandestina, e ad agire di concerto nei rapporti con il Medio Oriente e sui programmi di assistenza e sviluppo in Nord Africa, Sahel e Corno d’Africa. Sul fronte dei mercati, Francia e Italia si impegnano a far rafforzare la politica commerciale e industriale europea.
  • Sicurezza e difesa: in questo ambito c’è la volontà di rafforzare gli scambi tra le rispettive forze armate, e di salvaguardare la sicurezza comune europea, consolidando la sua posizione all’interno della NATO. La sinergia verrà rilanciata anche nell’ambito dell’industria militare e nel settore spaziale.
  • Affari europei: per quanto riguarda l’Unione Europea si punta ad agire per lo sviluppo di un’Europa democratica e sovrana. Francia e Italia si incontreranno per stabilire una linea comune prima degli incontri in sede europea, con coordinamento su politica economica e di bilancio, industria, energia, trasporti, transizione sostenibile e digitale e programmazione finanziaria. Si punta inoltre a rafforzare il concetto di cittadinanza europea e a favorire gli scambi intellettuali e culturali tra i Paesi dell’Unione.
  • Politiche migratorie, giustizia e affari interni: punto fermo resta l’integrità dello spazio Schengen, ma Italia e Francia si impegnano a una riforma della politica migratoria e d’asilo europea, basate sul principio di solidarietà. In questo ambito saranno tenute riunioni frequenti tra i Ministeri degli Affari Esteri. Convergenza anche per quanto riguarda la lotta contro la criminalità organizzata e il terrorismo.
  • Cooperazione economica, industriale e digitale: saranno favoriti gli investimenti comuni, l’integrazione del panorama industriale, soprattutto per quanto riguarda lo sviluppo delle piccole e medie imprese tramite finanziamenti comuni. A livello europeo si punta a rendere la politica industriale più competitiva sullo scenario globale, rendendola autonoma nei settori della transizioni energetica e digitale. Anche qui ci saranno consultazioni periodiche tra i i Ministeri dell’Economia, delle Finanze e dello Sviluppo Economico.
  • Sviluppo sociale, sostenibile e inclusivo: rilancio dei diritti sociali, tra cui la garanzia di condizioni di lavoro e di retribuzione dignitose. Tra gli obiettivi c’è la lotta alla disoccupazione giovanile e al gap del lavoro femminile, si torna inoltre a parlare del salario minimo. Sulla sostenibilità si conferma l’impegno a perseguire l’Agenda 2030 dell’ONU e gli Accordi di Parigi, con al centro la de-carbonizzazione e lo sviluppo di energie sostenibili.
  • Spazio: si persegue l’affermazione dell’autonomia europea anche in ambito di esplorazione spaziale, confermando la cooperazione nell’Agenzia Spaziale Europea (ESA). Per questo si favorisce l’utilizzo dei lanciatori istituzionali Ariane e Vega e il rafforzamento della base europea di lancio di Kourou nella Guyana francese.
  • Istruzione e formazione, ricerca e innovazione: all’istruzione e alla ricerca viene riconosciuto un ruolo fondamentale dei rapporti bilaterali, e i due Paesi si impegnano a favorire la mobilità a partire dal progetto Erasmus+. La volontà è di integrare i percorsi di apprendimento, con la promozione dello Spazio europeo dell’istruzione, e per quanto riguarda l’istruzione superiore ci saranno incontri tra i Ministeri attinenti all’università (i ministri con cadenza annuale) e i rettori italiani e francesi.
  • Cultura, giovani e società civile: attenzione alla gioventù, di cui si favoriscono gli scambi e l’integrazione anche tramite un programma di volontariato comune. Previste iniziative congiunte per la promozione e preservazione del patrimonio culturale, e l’integrazione dell’industria culturale e creativa con coproduzioni e collaborazioni in ambito cinematografico, degli spettacoli dal vivo, del design, dell’architettura e della moda.
  • Cooperazione transfrontaliera: una frontiera congiunta, in cui gli interventi su sanità e soccorso saranno sempre più integrati, ma anche per quanto riguarda la sicurezza e i trasporti. Viene rilanciato il progetto della TAV, e una polizia di frontiera italo-francese.
  • Organizzazione: ogni anno ci saranno vertici intergovernativi, con i ministri competenti che presenteranno un resoconto ai presidenti del Consiglio e della Repubblica italiano e francese. Inoltre un membro del governo di uno dei due Paesi prende parte, almeno una volta per trimestre e in alternanza, al Consiglio dei Ministri dell’altro Paese. Lo scambio avverrà anche tra i funzionari governativi per promuovere convergenze tra le pubbliche amministrazioni sui temi principali, dalla digitalizzazione alla parità tra uomini e donne.
  • Disposizioni finali: Italia e Francia si impegnano a dirimere le controversie sul Trattato del Quirinale con consultazioni e negoziati diretti.

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