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Kartell, un esempio fattivo del design italiano

Kartell è un'azienda che si è distinta per la produzione di oggetti e complementi di arredo in ottica totalmente green, simbolo del made in Italy
Kartell esempio design italiano

Fondata da Giulio Castelli nel 1949, Kartell muove i primi passi nella realizzazione di un design che sarebbe diventato uno delle bandiere del Made in Italy. Oggi Kartell è nota per la produzione industriale di oggetti di design di altissima qualità, di notevole contenuto tecnologico.

L’azienda è attualmente guidata da Claudio Luti – genero di Giulio e Anna Castelli – determinante nel chiamare a sé designer e architetti come Philippe Starck, Antonio Citterio, Mario Bellini, Vico Magistretti, grazie ai quali sono nati quei prodotti diventati presto simbolo del marchio.

La svolta per l’azienda

La svolta avviene quando, dopo anni di ricerca e grazie a un’innovazione rivoluzionaria, Kartell nel 1999 diventa la prima azienda al mondo ad utilizzare il policarbonato per produrre oggetti di arredo.

Il risultato è La Marie, una sedia completamente trasparente dal design moderno e minimale a cui segue la Louis Ghost, ancora oggi uno dei best seller di Kartell.

Da questo momento l’azienda sviluppa e approfondisce il tema della trasparenza che l’ha resa unica e prosegue la ricerca nello studio delle superfici e delle forme, partendo dall’uso di tecnologie nuove e materiali performanti che hanno consentito di arrivare alla realizzazione di prodotti mai realizzati in precedenza.

A livello distributivo, Kartell ha sviluppato una strategia multicanale, dove i negozi monomarca Kartell fanno da amplificatore del marchio. La sua rete in franchising è in continua espansione con aperture sempre più strategiche in tutti i Paesi del mondo. Oggi il brand vanta 150 Flagship Store e 850 spazi Kartell. Oltretutto – e questo dimostra che da grandi tragedie possono nascere opportunità – la pandemia ha rimesso la casa e l’arredamento al centro dei consumi delle famiglie, costrette a passare molto tempo nelle mura domestiche, incentivando la ricerca del bello.

Un successo green e sostenibile

Secondo le stime recentemente fornite da Federico, figlio di Claudio Luti – direttore commerciale worldwide di Kartell – il 2021 si dovrebbe chiudere con un fatturato superiore ai 100 milioni di euro, in crescita di oltre il 30% sul 2020. Da sottolineare che il 40% del fatturato è dato da materiali green.

Il tema della sostenibilità non ha preso in contropiede Kartell. Anzi. É vero che Kartell fa della plastica il suo materiale preferito ma si tratta di plastica riciclata e riciclabile e alcuni prodotti sono realizzati con scarti vegetali.

Per l’Expo di Dubai (iniziato il 1° ottobre, si chiuderà il 31 marzo 2022) un nuovo policarbonato 2.0, un polimero rinnovabile, derivato in gran parte da scarti industriali della cellulosa e della carta, che taglia le emissioni di CO2 del 60%.

Gli imprenditori italiani del settore arredamento devono sempre cercare nuove vie, puntare sulla bellezza, far crescere il valore aggiunto grazie ai maestri del design che rendono il prodotto così attraente da indurre i consumatori – sempre più esigenti – ad allargare i cordoni della borsa. Bisogna imparare da Renzo Piano, che a Mosca ha trasformato una vecchia e tetra centrale elettrica in disuso in un museo – Ges-2, un museo di arte contemporanea – in un luogo bellissimo pieno di luce.

Se avete l’occasione di andare a Noviglio, a 10 minuti dai Navigli, non mancate di visitare il Museo Kartell, nato con l’obiettivo di conservare, promuovere e valorizzare il patrimonio culturale, ideale, materiale e immateriale dell’azienda. Nel 2000 il Kartell Museum ha ottenuto il Premio Guggenheim Impresa & Cultura come miglior museo d’impresa.

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