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Taglio dei contributi per i redditi bassi: chi avrà sino a 200 euro in più in busta paga

Pubblicato: 13/12/2021 10:45

Continua a tenere banco nel Governo la partita della riforma fiscale. Messa a posto la rimodulazione delle aliquote IRPEF che sembra trovare d’accordo tutte le parti, ora si sta lavorando sulla proposta di tagliare i contributi per coloro che percepiscono redditi bassi.

Partiamo dalle aliquote IRPEF. L’intenzione dell’esecutivo è ridurre gli scaglioni da 5 a 4 togliendo quello del 41%. Inoltre sarà tagliata di due punti l’aliquota del 27% e di 3 punti quella del 38%. Secondo le stime ad essere avvantaggiati maggiormente dalla riforma IRPEF saranno i redditi medi tra i 35 e i 50 mila euro che risparmierebbero una cifra vicina ai 700 euro all’anno. Ad essere penalizzati maggiormente invece i redditi bassi visto che per loro i risparmi saranno piuttosto esigui.

Ecco allora che l’esecutivo sta valutando come apportare un taglio dei contributi per chi percepisce un reddito annuale basso. L’intenzione è quella di stanziare 1,5 miliardi per far sì che il peso della contribuzione incida di meno sulle buste paga di chi ha un reddito inferiore a 35mila euro. Si tratterebbe di uno stanziamento una tantum valido solo per il 2022 e non come un intervento strutturale sulla riforma dei contributi. Poi alla fine del prossimo anno l’esecutivo dovrebbe i trovare fondi necessari a rinnovare la misura o lasciarla cadere nel dimenticatoio. Anche se siamo ancora nel campo delle ipotesi, il Sole 24 Ore ha fatto una stima su quanto possa essere il risparmio in busta paga grazie al peso inferiore della voce contributi.

Decontribuzione: le prime stime su quanto risparmierebbero milioni di italiani

A beneficiare del taglio come detto saranno tutti i redditi annuali al di sotto dei 35mila euro, una platea di circa 35 milioni di lavoratori che pagano un’aliquota contributiva del 8,9%.

Secondo le prime simulazioni per la fascia di redditi fino a 8mila euro il risparmio, al lordo degli effetti fiscali, sarebbe di 64 euro annui, per quella fino a 20mila 160 euro, per i redditi fino a 25mila 200 euro, che diventerebbero 240 fino a 30mila euro. Infine a quota 35mila euro il risparmio si attesterebbe sui 280 euro lordi annui.

Ai vantaggi fiscali dovuti alla decontribuzione andrebbero ad aggiungersi quelli derivanti dalla rimodulazione delle aliquote Irpef, almeno per i contribuenti del secondo e terzo scaglione grazie alla riduzione delle aliquote come detto di 2 e 3 punti percentuali. Quindi nello specifico il secondo scaglione scenderebbe da 27 a 25% per i redditi da 15 a 28mila euro e dal 38 al 35% per i redditi da 28 a 55mila euro.

Ma non è tutto. Sul tavolo ci sono anche altre opzioni per i redditi molto bassi al di sotto dei 20mila euro. La prima prevede una decontribuzione secca di 100 euro per tutti, la seconda un taglio dell’1% dei contributi. Siamo ancora nella fase di studio. Se sulle aliquote il governo ha consolidato la sua posizione trovando l’accordo con tutte le parti, si dovrà ancora lavorare per farlo anche sul taglio dei contributi. La buona notizia è che si sta lavorando ad abbassare il peso fiscale sui redditi medio-bassi che rappresentano la fetta più importante nel nostro paese. Un risparmio in busta paga che potrebbe, come effetto domino, far aumentare i consumi essendo la cifra destinata a tale uso.

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Ultimo Aggiornamento: 15/12/2021 17:09