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Carlo Cracco: gli esordi in cucina e la vita privata dello chef stellato

Oggi è uno degli chef più blasonati del panorama italiano, ma i suoi genitori non erano convinti delle sue intenzioni. Carlo Cracco però è riuscito ad emergere a a coltivare, oltre alla passione per la cucina, anche quella per i vini pregiati.
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Carlo Cracco è uno degli chef stellati più celebri del panorama italiano. La sua partecipazione in qualità di giudice a Masterchef, dal 2012 al 2017, lo ha consacrato anche al grande pubblico televisivo che ha imparato ad apprezzarlo come ‘cattivo’ del gruppo. Oggi impegnato nel programma di Amazon Prime Dinner Club, Cracco ha deciso di raccontarsi, svelando i dettagli dei suoi esordi, i dubbi dei genitori e le sue speranze per il futuro.

Gli esordi in cucina e i dubbi dei genitori

A differenza di molti altri chef stellati, spesso figli d’arte o comunque eredi di famiglie in qualche modo vicine al mondo della ristorazione e dell’hospitality, Carlo Cracco è figlio di un ferroviere e di una casalinga.

 

Ultimo di 4 figli, sin da piccolo individua la propria passione. In una recente intervista rilasciata al Corriere della Sera, ha affermato: “Ho subito scelto questa strada.” Frequenta infatti l’istituto alberghiero Pellegrino Artusi di Recoaro Terme e lavora nel ristorante Da Remo di Vicenza.

I genitori però, a quanto pare, erano inizialmente scettici riguardo alle scelte del figlio. Racconta Cracco: “I miei dicevano che pensavo solo a mangiare e a bere. Dicevano: questo fa il lazzarone, finge di studiare, ma va a divertirsi.”

In effetto, lo stesso Cracco ha raccontato: “Non sbagliavano del tutto, ma non era solo baldoria. Fino al servizio militare sono rimasto a Vicenza, proibito uscire. Dopo il diploma avevo già le idee chiare. E sono andato da Gualtiero Marchesi.” Lì vi rimase per ben 4 anni e fu allora che probabilmente i genitori si resero conto che il figlio stava facendo sul serio.

Carlo Cracco: il sogna un figlio che segua la sua strada

Oggi Cracco è un affermato chef stellato, proprietario di diversi ristoranti, e un personaggio televisivo riconosciuto ed apprezzato. Tra i suoi sogni nel cassetto c’è quello che uno dei figli segua la sua strada.

Riferendosi proprio a questo desiderio ha confessato al Corriere: “Ne ho fatti quattro, due femmine e due maschi. Sperando che almeno uno… Io sono il quarto di quattro.”

E prosegue: “La prima studia Lettere moderne, ma mai dire mai. Ho cercato di dargli input.” Ma ammette con serenità: “Io sono stato libero di scegliere e lascerò la libertà di scegliere, speriamo che qualcuno provveda.”

Carlo Cracco e la passione per i vini

Oltre alla cucina, la più grande passione di Carlo Cracco sono i vini pregiati. Quando aveva solo 20 anni, frequentò il suo primo corso da sommelier.

Un esperienza piuttosto difficile che lo chef ricorda così: “Durante le lezioni mi maltrattavano, ma poi l’esame l’ho passato lo stesso, nel 1987, quando lavoravo da Gualtiero Marchesi.” Aggiungendo poi: “Mi dicevano che ero un cuoco e dovevo fare il cuoco e stop. Ma avevo, e ho ancora, una vera passione per il vino.”

Un vero e proprio amore, come rivela questo aneddoto: “Quando lavoravo a Firenze all’Enoteca Pinchiorri” racconta Cracco: “Ci fu un incendio che distrusse 25 mila bottiglie. Bruciava tutto. Ho messo in salvo quante più bottiglie potevo.

Anche una magnum di Montevertine, Le Pergole Torte del 1981. Giorgio Pinchiorri me l’ha regalata come ricompensa. È ancora qui, mi segue.”

Oggi, oltre ad avere una cantina con bottiglie pregiatissime nel suo ristorante di Milano, è anche diventato produttore. Insieme alla moglie Rosa Fanti, lo chef ha acquistato un’azienda agricola a Sant’Arcangelo di Romagna nella quale produce La Ciola e Fiammarossa.

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