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Il museo iracheno distrutto dall’Isis in ricostruzione grazie allo sforzo di diversi enti

A Febbraio del 2015 l'Isis distrusse completamente le importanti opere, e l'edificio stesso, del museo del Mosul. Ora, grazie alla collaborazione di diversi enti, il museo è in fase di rinascita.
Il museo iracheno distrutto dall’Isis in ricostruzione grazie allo sforzo di diversi enti

Parte della strategia del terrore attuata dall’Isis, tramite azioni terroristiche, è sempre stata quella di colpire i punti deboli di coloro che considerano “nemici”. La cultura e la conoscenza sono tra questi, ecco perché nel 2015 colpirono proprio uno dei musei più importanti dell’Iraq. Per fortuna, grazie allo sforzo coalizzato di diversi gruppi, il museo è ora in fase di ricostruzione.

La distruzione di uno dei musei più importanti di Iraq

Come possiamo leggere sul sito del Louvre e dello Smithsonian istitute, due degli enti che si sono interessati alla vicenda, il museo del Mosul, in Iraq, è secondo per importanza solo al museo nazionale di Baghdad.

Situato nell’antica zona della mezzaluna fertile, e successivamente cuore dell’impero assiro, le opere contenute nel museo avevano una grande importanza storica, non solo per l’Iraq, ma per il mondo intero. Gli oggetti presenti, infatti, sono preziosi reperti che testimoniano la storia di quei luoghi dalla preistoria fino ai giorni nostri.

A febbraio del 2015 l’Isis scioccò la comunità irachena. Postò, infatti, un video in cui soldati di Daesh rovesciavano e frantumavano manufatti e statue, bruciavano importanti documenti storici e danneggiavano gravemente l’edificio del museo.

Le operazioni di restauro

Secondo quanto detto dallo Smithsonian Magazine e dal Louvre, dopo anni di lavori preparativi, finalmente il museo sarebbe sulla buona strada per la riabilitazione ed una eventuale riapertura.

Questa importante operazione di recupero sarebbe frutto di una collaborazione tra diversi enti, tra cui lo Smithsonian Istitute, il Louvre e World monuments fund. Enti che avrebbero lavorato insieme al ministero della cultura iracheno per recuperare le collezioni ed il museo stesso, installare mostre e formare il personale.

Grazie a questo sforzo comune, si è potuto assistere ai primi e chiari segnali di ripresa, già a novembre del 2020.

Il museo, infatti, avrebbe ospitato alcuni visitatori per una mostra. Una dimostrazione che anche attraverso la generosità e la cultura si può combattere un regno del terrore.

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