Sostenibilità

Come fare correttamente la raccolta differenziata in Italia: i simboli degli imballaggi da conoscere

Leggere correttamente i simboli sugli imballaggi dei prodotti per sapere la composizione, riciclabilità e destinazione delle confezioni.
Come fare correttamente la raccolta differenziata in Italia: i simboli degli imballaggi spiegati

Secondo il Rapporto Rifiuti Urbani Ispra pubblicato nel dicembre 2020, in Italia ogni cittadino produce, in un anno, circa 500 chilogrammi di rifiuti, in media. Più della metà dei rifiuti urbani totali (circa 30 milioni di tonnellate) viene raccolta in maniera differenziata (18,5 milioni di tonnellate). 

Più della metà dei rifiuti differenziati, dopo essere stati raccolti, vengono portati presso impianti di recupero di materia, altri vengono smaltiti presso discariche e altri ancora inceneriti.

Nonostante i dati della raccolta differenziata siano in aumento di anno in anno (secondo il rapporto, dal 2008 la percentuale risulta raddoppiata) e i cittadini italiani si siano abituati a fare più attenzione a dove e come buttare i propri rifiuti, è capitato ad ognuno di noi di avere dubbi su dove buttare un determinato imballaggio o incarto.

 

Raccolta differenziata: i simboli e il loro significato

La gestione dei rifiuti varia da città a città. Ogni comune fornisce delle indicazioni su come gestire i rifiuti in base al sistema di riciclo che vige localmente. 

Inoltre, sulle confezioni dei prodotti sono presenti etichette che forniscono informazioni sulla composizione e la riciclabilità dell’imballaggio.

Di questi simboli non esiste alcuna codifica univoca tra i produttori, nazionali ed europei.

Le differenze da città a città e la quantità di simboli e sigle causano qualche confusione e incertezza nel momento in cui vogliamo separare correttamente i nostri rifiuti.

Per qualche chiarimento vediamo, di seguito, il significato dei simboli che più spesso capita di trovare sugli imballaggi.

Simboli che indicano la riciclabilità

Questo simbolo è chiamato “Ciclo di Mobius”: è internazionale ed indica che il prodotto o la confezione è riciclabile. Il “Ciclo di Mobius” può essere inserito dentro un cerchio e/o riportare una percentuale.

La percentuale indica la quantità di materiale riciclato che costituisce il prodotto stesso

ciclo di Mobius, un esempio

Simboli che indicano la composizione

Il simbolo delle tre frecce che si inseguono è appunto chiamato “Chasing Arrows” e dovrebbe essere applicato sulle confezioni di plastica. È associato ad un numero e/o una sigla che ne indicano il tipo di materiale utilizzato per produrre la confezione. Ad esempio: il primo simbolo che vediamo nell’immagine sopra riporta la numerazione (1) e la sigla (PET) che indicano che il prodotto è composto da polietilene tereftalato.

 

Le tre frecce che si inseguono non indicano tuttavia la riciclabilità della confezione, non essendo tutte le plastiche riciclabili. 

Anche gli esagoni o i cerchi indicano il materiale utilizzato per la produzione dell’imballaggio e ne riportano la sigla al loro interno. Le sigle per la plastica sono le stesse che abbiamo visto per le “chasing arrows”, CA indica carta e cartone, ACC indica acciaio, AL o ALU indicano alluminio, VE indica vetro.

chasing arrows

Altri simboli e marchi

Il “Green Dot” o “Grüner Punkt” è un simbolo istituito in Germania nel 1991 e indica la responsabilità del produttore nella gestione degli imballaggi a fine vita, tramite il pagamento di una tassa all’associazione che se ne occupa nei vari paesi europei in cui circola il prodotto.

Esso non dà quindi informazioni sulla composizione o riciclabilità della confezione.

il green dot

L’Ecolabel europeo, un fiore a dodici stelle con al centro la E della comunità europea, indica che il prodotto è caratterizzato da un ridotto impatto ambientale durante l’intero ciclo di vita.

Il marchio FSC (Forest Stewardship Council, una ONG internazionale) indica che il materiale è legno o carta proveniente da foreste gestite secondo standard ambientali, sociali ed economici.

Questo simbolo indica che il prodotto è biodegradabile, può essere avviato a compostaggio e quindi raccolto insieme a rifiuti organici

Tidy man

Questo è il “tidy man” (“uomo ordinato”) e indica che “il contenitore non va disperso nell’ambiente dopo l’uso”. Il “tidy man” non fornisce, quindi, alcuna informazione sulla composizione o la riciclabilità del prodotto. Il simbolo venne introdotto da un decreto ministeriale successivamente abrogato (DM 26/06/89). Oggi è ancora applicato su base volontaria da produttori di bottiglie, sacchetti, brik, scatole.

KCA-logo

Questo simbolo è chiamato “KCA-logo” ed indica che il prodotto non può essere gettato tra i rifiuti normali, ma deve essere raccolto separatamente. Il simbolo si riferisce al contenuto più che all’imballaggio ed è solitamente utilizzato per i RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettrice ed Elettroniche).

Rifiuti: un’app aiuta a classificarli

Dopo aver ripassato e chiarito il significato dei simboli che troviamo più spesso, nel caso rimangano dei dubbi su dove gettare un imballaggio rispettando le norme del comune dove ci troviamo, è possibile fare riferimento a strumenti come Junker. Questa applicazione per gli smartphone permette di trovare facilmente la risposta quando non sappiamo in quale bidone gettare i rifiuti, tramite la scansione del codice a barre del prodotto e l’inserimento del comune in cui ci si trova. 

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