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La guerra dell’Antitrust olandese contro Apple per i pagamenti in-app: rischia una multa salatissima

L'Authority for Consumers and Markets olandese ha ordinato ad Apple di modificare i termini d'uso sui pagamenti sul suo store o rischia una multa fino a 50 milioni di euro.
App store

Problemi in Olanda per Apple dopo che la Authority for Consumers and Markets (ACM) olandese ha ordinato al colosso di Cupertino di aggiornare i termini d’uso del suo App Store nella sezione relativa ai pagamenti in quanto è stata ravvisata la violazione delle leggi antitrust in vigore nel paese. “Condizioni irragionevoli” – le ha definite l’authority.

La ACM ha dato tempo fino al 15 Gennaio per aggiornare il tutto, salvo poi il pagamento di una multa di 5 milioni di euro a settimana fino ad un massimo di 50. L’indagine è partita nel 2019 salvo poi concentrarsi solo nelle app di dating, di cui la più famosa Tinder, sviluppata dalla Match Group che ha denunciato il colosso di Cupertino.

L’accusa lanciata dalla società proprietaria dell’app di dating è che Apple non permette ai fornitori dei servizi di scegliere liberamente un sistema di pagamento per gli acquisti effettuati dagli utenti, violando quindi le leggi in vigore.

La ACM ha dato ragione alla Match Group ordinando ad Apple di consentire l’uso di sistemi di pagamento alternativi e l’inserimento di link che puntano alle varie opzioni esterne alle app. Se non si adeguerà entro il 15 Gennaio andrà incontro ad una multa che potrà arrivare fino a 50 milioni di euro.

La società americana non si è detta ovviamente d’accordo con la decisione presa ed ha già annunciato che presenterà appello.

Apple sconfitta anche in Corea e California

Non è la prima volta che Apple viene accusata di comportamento scorretto nella gestione dei pagamenti sul suo store. Proprio qualche settimana fa ha perso un’altra causa in Corea del Sud dove aveva fatto appello per evitare l’entrata in vigore di una legge che permettesse agli sviluppatori di app di utilizzare sistemi di pagamento alternativi al suo. Non c’è riuscita e così il paese asiatico è diventato il primo paese al mondo con una legge che consente agli sviluppatori di utilizzare un sistema di pagamento alternativo a quelli di Apple ma anche di Google.

Si sta attendendo ora l’ordinanza della Korea Communications Commission con le azioni vietate da parte dei due gestori di store delle app e le relative sanzioni in caso di inadempienza. L’ultima bozza prevede una multa fino al 2% delle vendite. Non è chiaro però se verranno considerate le entrate globali o solo quelle in Corea.

Anche in California l’azienda di Cupertino ha perso in primo grado contro la denuncia avanzata da Epic Games: dovrà consentire agli sviluppatori di inserire nelle app pulsanti o link a sistemi di pagamento esterni allo store.

E’ riuscita però ad ottenere la sospensione dell’ingiunzione. Ciò non cambia la sentenza originaria, ma l’eventuale modifica delle linee guida non avverrà prima del termine dei vari gradi di giudizio, quindi passeranno ancora diversi mesi prima che Apple si veda costretta a modificare i termini d’uso del suo store.

Al momento Apple non ha ancora aggiornato i suoi termini in modo da rispettare le norme. Ritiene che tale modifica comporti danni irreparabili all’azienda. Ha infatti dichiarato che l’uso di sistemi di pagamento di terze parti possono creare problemi di privacy e sicurezza.

Le uniche concessioni al momento riguardano la possibilità di poter contattare gli utenti via email e di inserire un link verso l’esterno per le “reader app”.

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