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Pena di morte: i diritti civili vincono sulla pena capitale, cresce il numero degli Stati che la aboliscono

Anche il Kazakistan abolisce la pena di morte. Già a inizio anno, il presidente della nazione aveva firmato alcuni documenti per impegnare il Paese all'abolizione della pena.
Pena di morte: i diritti civili vincono sulla pena capitale, cresce il numero degli Stati che la aboliscono

Giovedì 23 dicembre 2021, il Senato del Kazakistan ha approvato una legge che abolirà la pena di morte nel Paese. Il resoconto della seduta pubblicato sulla pagina web del senato del Parlamento kazako ha annunciato la notizia. Nel gennaio 2021, il presidente kazako, Kassym-Jomart Tokayev, aveva firmato dei documenti che impegnavano il Paese nell’abolizione della pena capitale

Il protocollo sui diritti civili per abolire la pena di morte in Kazakistan

A inizio anno, Tokayev aveva ratificato il Secondo protocollo opzionale della convenzione internazionale sui diritti civili e politici, un accordo internazionale che mira all’abolizione della pena di morte e che conta 89 Stati membri.

La notizia è stata riportata da Al Jazeera, la rete televisiva di lingua inglese con sede in Qatar. Il Protocollo, pubblicato sul sito web del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite, fu adottato e proclamato nel dicembre 1989 dall’Assemblea generale, per poi entrare in vigore dal 1991. Gli Stati che hanno firmato e ratificato il Secondo protocollo opzionale si impegnano ad abolire la pena di morte all’interno dei propri confini. L’articolo 2.1 dell’accordo specifica che:

Non è ammessa alcuna riserva al presente Protocollo, salvo la riserva formulata all’atto della ratifica o dell’adesione e che prevede l’applicazione della pena di morte in tempo di guerra a seguito di una condanna per un delitto di natura militare di gravità estrema commesso in tempo di guerra.”

Il protocollo contro la pena di morte: cosa prevede

Il Relatore Speciale, Marc Bossuyt ha evidenziato la doppia valenza del Protocollo, come riportato sul sito web della World Coalition Against the Death Penalty, un’associazione formata da diverse organizzazioni che si battono per l’abolizione della pena di morte. Impegnato lui stesso nella stesura dell’accordo, Bossuyt sottolinea che il protocollo

  • costituisce un impegno internazionale per l’abolizione della pena capitale
  • funge da “polo di attrazione” in grado di incoraggiare altri Stati che ancora non si sono impegnati in questa direzione.

Sempre secondo la World Coalition, il Protocollo bandirà la pena di morte a livello internazionale, proibendone la reintegrazione, e “stabilirà inequivocabilmente il principio che la pena di morte è una violazione dei diritti umani, in particolare del diritto alla vita”. Più alto diventerà il numero degli Stati che ratificano il Protocollo, più semplice sarà farne una legge internazionale.

Pena di morte abolita in Kazakistan

Come riportano Al Jazeera e il sito web di Radio Free Europe, l’impegno preso a inizio anno dal presidente Tokayev con la firma del Protocollo è stato formalizzato dalla legge approvata l’8 dicembre 2021 dalla Camera bassa del Kazakistan (Májilis). Il 23 dicembre scorso anche il Senato (la camera alta, che insieme alla camera bassa costituisce il Parlamento kazako) ha datto il suo “ok”.. In Kazakistan, non ci sono state esecuzioni dal 2003. Le corti hanno comunque emesso condanne a morte in casi eccezionali, soprattutto per reati riconosciuti come “atti di terrorismo”.

Questo è il caso di Ruslan Kulekbaev, riconosciuto colpevole di una sparatoria ad Almaty in cui uccise poliziotti e civili nel 2016. Il condannato dovrà ora scontare l’ergastolo.

La differenza tra la moratoria sulla pena di morte che vigeva in Kazakistan da quasi 20 anni e lo stato delle cose in seguito alla ratifica del Protocollo è l’impossibilità, per i governi futuri, di ripristinare la pena capitale.

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