Animali a chi?

Pet Therapy sui bambini: come funziona e quali sono i suoi benefici

La Pet Therapy nasce dallo stretto rapporto tra uomo e animale. Con l'aiuto dei Pet nei percorsi terapeutici ed educativo-ludici i bambini dimostrano un miglioramento generale della sfera relazionale ed emotiva.
Pet Therapy sui bambini: come funziona e quali sono i suoi benefici

La Pet Therapy, o Interventi assistiti con gli animali, è una forma terapeutica che sta prendendo sempre più piede nel nostro Paese. Dopo vari studi è stata certificata l’efficacia di queste terapie in particolare sui bambini affetti da autismo, disturbi comportamentali ed emotivi. Infatti, durante i percorsi terapeutici, educativi o ludici, tra bambino ed animale si instaura un forte legame affettivo che infonde un senso di benessere generale nel piccolo paziente.

Pet Therapy: come funziona e chi sono i pet protagonisti della terapia

Oggi è difficile pensare a come sarebbe la nostra vita senza gli animali.

Gli animali domestici, o pet, oltre a trasmettere gioia e serenità, hanno l’incredibile capacità di smorzare ogni tensione o malumore che abbiamo in quel momento solo con la loro vicinanza. Cani, gatti, conigli, asini e cavalli, sono loro i protagonisti della Pet Therapy o, più propriamente chiamata in Italia, Interventi assistiti con gli animali (IAA). Medici e psicoterapeutici concordano sul fatto che la sola presenza dei pet nei percorsi terapeutici, educativi e ludici, ha registrato un immediato effetto positivo sul paziente. In particolare nei bambini con disturbi emotivi, comportamentali o autistici, aiuta a diminuire l’ansia e lo stress e migliora la sfera relazionale del bambino.

I benefici della Pet Therapy sui bambini: migliora la sfera relazionale ed emotiva

Bambini, malati, anziani e persone affette da disabilità sono le categorie principali a cui è rivolta la Pet Therapy. Tuttavia le modalità e finalità del trattamento possono variare a seconda dell’utente. Nei bambini ad esempio, soprattutto quelli con disturbi comportamentali, emotivi o affetti da autismo, la presenza di un pet nei percorsi terapeutici infonderebbe in loro un senso di relax e serenità. Interagire con un animale domestico aiuta i piccoli pazienti a conoscere le proprie emozioni e ad acquisire maggior sicurezza in sé stessi.

“L’animale non giudica, non rifiuta – riferisce la dottoressa Francesca Abellonio, appartenente ad un team di esperti in Piemonte – aiuta la socializzazione, aumenta l’autostima e non ha pregiudizi“. Gli IAA sono il risultato di un equipe di figure qualificate che lavorano in stretta sinergia tra di loro.

Medici, veterinari, specialisti, psicologi, psicoterapeuti ed educatori, a seconda della categoria di utenti a cui è rivolta la cura.

Pet Therapy: dove e quando nasce

Il termine Pet Therapy venne coniato negli anni ’50 dal neuropsichiatra infantile Boris Levinson.

Il medico si accorse che la presenza del suo fedele amico a quattro zampe producesse risposte positive nel suo giovane paziente autistico. Successivamente, grazie ai successi ottenuti dall’azienda ospedaliera Meyer di Firenze e dall’ospedale Niguarda di Milano dove da anni è presente il centro di riabilitazione equestre per persone disabili, il Ministero della Salute ha fondato nel 2009 il Centro di Referenza Nazionale per gli interventi assistiti con gli animali e Pet therapy, stabilendo nel 2015 quali sono le modalità e gli obiettivi della terapia nelle Linee guida nazionali per gli interventi assistiti con gli animali (IAA).

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