Animal Equality

Allevamenti intensivi fra i principali responsabili dell’inquinamento dell’aria: il reportage di Animal Equality

L'inquinamento ambientale è fra le conseguenza principali degli allevamenti intensivi di bovini e suini. La cattiva gestione dei reflui zootecnici causa gravi problematiche.
Animal Equality Galline

Articolo a cura di Alice Dominese

Sofferenza degli animali, ma non solo. Il nuovo reportage di Animal Equality realizzato all’interno degli allevamenti intensivi della Pianura Padana rivela che l’inquinamento ambientale è uno dei maggiori prodotti dell’industria zootecnica, nonché uno dei più dannosi. Il lavoro di inchiesta dell’organizzazione, in collaborazione con numerosi media, all’interno degli allevamenti, oltre a denunciare le pessime condizioni di vita e i maltrattamenti a cui gli animali sono sottoposti, ha permesso di documentare infatti casi sempre più frequenti di cattiva gestione dei rifiuti zootecnici, in particolare di liquami.

Allevamenti intensivi e inquinamento di acqua, aria e suolo

I reflui zootecnici sono fra i principali responsabili dell’inquinamento delle acque superficiali e sotterranee e dell’aumento di ammoniaca e gas serra nell’aria. Come indicato da Legambiente, oltre due terzi delle polveri sottili sospese, infatti, sono costituiti da microcristalli di sali d’ammonio, che si formano in atmosfera a partire da un inquinante gassoso prodotto proprio dagli allevamenti intensivi. Nuovamente nell’occhio del ciclone dell’Unione europea per non aver rispettato la direttiva nitrati e aver quindi gestito in maniera inadeguata i rifiuti dell’industria zootecnica, l’Italia vede la sua più alta concentrazione di inquinamento nel territorio lombardo.

Se fra Milano, Mantova, Brescia e Cremona si conta la metà della produzione nazionale di suini e un quarto della produzione di bovini, un nuovo report pubblicato dall’Agenzia europea dell’ambiente mostra che Cremona è una delle tre città con la peggiore qualità dell’aria in Europa, mentre Brescia e Pavia risultano tra le ultime dieci. Il fatto che le due mappe si sovrappongano non è un caso. Secondo i dati Arpa, la fonte principale di ammoniaca generata dal settore agricolo in Lombardia è proprio l’allevamento di animali.

Al contempo, le emissioni inquinanti di ammoniaca nell’aria derivano dall’acidificazione del suolo causata dalle deiezioni degli animali allevati. Queste emissioni rappresentano circa il 57,9% del totale delle emissioni di ammoniaca originate dall’industria zootecnica, a cui si aggiungono quelle di gas serra.

Perché gli allevamenti intensivi inquinano così tanto

Secondo quanto riportato da Greenpeace sulla base dei dati ISPRA, maggiori sono gli spandimenti di reflui zootecnici, maggiori sono infatti le emissioni di ammoniaca, che a loro volta portano a incrementare il livello di particolato e quindi lo smog nell’aria.

Il ciclo dell’inquinamento, insomma, è duplice e profondamente interconnesso: deiezioni e liquami si spandono nel sottosuolo ma anche nell’atmosfera provocando un mix di emissioni che pervade la Pianura Padana dentro e fuori dagli allevamenti. Anche la qualità dell’aria all’interno degli allevamenti infatti risulta compromessa e questo ha un grave impatto sulle vie respiratorie di animali e operatori. Ma perché gli allevamenti intensivi inquinano così tanto?

Accanto allo smaltimento irregolare dei rifiuti zootecnici, il problema dipende ancora una volta da un dato di fatto che anche la recente Cop 26 non ha voluto ammettere: ci sono troppi allevamenti con troppi animali costretti tra le loro mura e quindi ci sono troppi liquami, che i terreni non sono più in grado di assorbire.

I dati elaborati da Terra! Onlus nel report investigativo “Prosciutto Nudo” mostrano ad esempio come nei soli allevamenti intensivi di suini – terzo settore produttivo nella filiera alimentare a livello nazionale dopo polli e conigli – la quantità di deiezioni prodotte dagli animali d’allevamento corrisponde ad una cifra insostenibile: nel corso di un anno un solo suino può produrre feci pari a 15 volte il suo peso.

Questo significa che gli oltre 10 milioni di suini confinati negli allevamenti italiani inquinano quanto un’ipotetica popolazione aggiuntiva di 25,5 milioni di persone nel nostro paese.

I numeri parlano chiaro e Animal Equality denuncia lo sfruttamento degli animali all’interno degli
allevamenti intensivi insieme con le gravi conseguenze per l’ambiente e la salute che questi luoghi stanno provocando senza limitazioni adeguate.

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Rilevazione dell’inquinamento dell’acqua – Animal Equality
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