Animali a chi?

Gli animali sono esseri senzienti: lo storico riconoscimento e le conseguenze in caso di divorzio

La decisione è storica e ha portato a riconoscere gli animali come esseri senzienti, il cui benessere deve essere tutelato anche in caso di divorzio. Ecco cosa è successo.
Gli animali sono esseri senzienti: lo storico riconoscimento e le conseguenze in caso di divorzio

La Spagna ha compiuto un importante passo verso il benessere degli animali riconoscendoli come esseri senzienti. Ecco cosa potrebbe cambiare nell’immediato, soprattutto per i cani e i gatti domestici, grazie a questa decisione.

Animali come esseri senzienti: le conseguenze dello storico riconoscimento

Il 5 gennaio è la data della storica decisione della Spagna. Da qualche giorno, infatti, gli animali non sono più considerati una proprietà personale dei padroni, bensì ora sono riconosciuti come esseri senzienti. Si prevede che questa decisione avrà effetti soprattutto nei casi di divorzio, dove la separazione degli animali da uno dei due padroni può rivelarsi molto traumatica.

Già in Francia e Portogallo i giudici valutano il benessere degli animali domestici in seguito a un divorzio e, da pochi giorni, anche la Spagna si è aggiunta a questa lista. Si tratta di una svolta fortemente voluta dalle associazioni animaliste, che hanno avanzato la proposta già nel 2017.

La Spagna verso il riconoscimento del benessere degli animali nei casi di divorzio

In Spagna, prima di questa decisione la custodia dell’animale domestico in caso di divorzio era affidata al coniuge che lo aveva registrato. La storia giudiziaria di battaglie legali per l’affido degli animali domestici in Spagna, però, è piuttosto corposa e può aver contribuito a mettere al centro l’interesse degli animali, non solo quello degli esseri umani.

Uno dei casi più eclatanti è datato al 2010, quando in seguito al divorzio una donna non aveva più potuto vedere il proprio cane di 9 anni, affidato al compagno.

La donna si era così rivolta al tribunale per ottenerne l’affido congiunto. Con la scelta compiuta dalla Spagna il 5 gennaio, il proprietario di un animale domestico sarebbe tenuto a garantirne il benessere e, nel caso di precedenti per maltrattamenti, dovrebbe perderne la custodia in modo automatico.

Il giudice potrebbe essere chiamato a valutare anche la situazione finanziaria o della custodia dei figli in caso di divorzio, per cercare di affidare l’animale al coniuge che potrà sostenere al meglio le sue necessità.

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