Economia e Lavoro

Decreto Sostegni, in arrivo nuovi aiuti per le imprese: le prime ipotesi sui destinatari e sulle cifre

Il Governo sarebbe al lavoro su un nuovo Decreto Sostegni rivolto alle attivià e ai settori più colpiti, ma anche per la cassa integrazione Covid. Quali sono i primi dettagli su questa nuova tranche di aiuti.
Decreto Sostegni, in arrivo nuovi aiuti per le imprese: le prime ipotesi sui destinatari e sulle cifre

Anche per il 2022 sarebbe prevista l’erogazione di ristori alle attività economiche che hanno sofferto in modo particolare il contraccolpo della pandemia da Covid. Ecco quali potrebbero essere i settori interessati e a quanto potrebbero ammontare gli aiuti da parte del Governo.

In arrivo il nuovo Decreto Sostegni: chi saranno i destinatari

I cosiddetti ristori, protagonisti dei Decreti Sostegni negli anni 2020 e 2021, sono erogazioni a fondo perduto da parte dello Stato ad alcune attività economiche particolarmente colpite dalle chiusure e della crisi dovuta alla pandemia. Si tratta quindi di fondi per cui non è prevista una restituzione, nemmeno in forma agevolata.

In base alle ultime ipotesi, per il 2022 potrebbero essere stanziati 2.000.000.000€. Il nuovo Decreto Sostegni dovrebbe essere presentato in Consiglio dei Ministri già questa settimana. Tra i settori e le attività economiche che potrebbero essere coinvolti in questa nuova tranche di ristori sarebbero compresi:

  • Turismo (impianti sciistici e di risalita, alberghi e strutture ricettive, agenzie di viaggio e tour operator…);
  • Intrattenimento (discoteche e sale da ballo, la cui chiusura fino al 31 gennaio è stata disposta dal Decreto Festività, ma anche teatri e cinema);
  • Parchi divertimento, stabilimenti balneari e termali;
  • Trasporti, a causa del flusso di viaggiatori ridotto dalle restrizioni;
  • Aziende produttive colpite dai pesanti rincari in bolletta.

Decreto Sostegni, quale sarà il futuro della Cassa integrazione Covid

Al momento, il Decreto Sostegni dovrebbe basarsi su fondi già a disposizione del Governo, i cosiddetti “risparmi di spesa”.

Tali fondi dovrebbero anche includere il rifinanziamento della Cassa integrazione Covid, scaduta il 31 dicembre 2021, il cui peso economico non sarebbe ancora stato stabilito. In questo caso, la Cig Covid potrebbe essere retroattiva al 1° gennaio.

Per scongiurare il rischio di nuovi licenziamenti, i sindacati e le parti politiche avrebbero avanzato la proposta per un pacchetto di 13 settimane. Per l’esecutivo, le risorse a disposizione del Governo potrebbero essere sufficienti per garantire 9-13 settimane di Cassa integrazione straordinaria. Le ipotesi parlano comunque di interventi mirati rivolti ai settori più sofferenti, con l’obiettivo di evitare nuovi deficit.

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