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Ponte sullo Stretto di Messina, spuntano nuovi progetti per realizzarlo: in arrivo nuovi studi

Il Ponte sullo Stretto di Messina sembra tornare sulla scena politica con la presentazione di un nuovo studio di fattibilità e nuovi progetti di realizzazione. Ecco di cosa si tratta.
Ponte sullo Stretto di Messina, spuntano nuovi progetti per realizzarlo: in arrivo nuovi studi

Si torna a discutere sul ponte sullo Stretto di Messina all’interno dell’esecutivo e spunta una nuova ipotesi per la realizzazione di quest’opera così dibattuta. Quali sono i nuovi progetti presentati e quale potrebbe essere il futuro del ponte tra Sicilia e Calabria.

Ponte sullo Stretto di Messina, l’ipotesi per un nuovo progetto

Il ponte sullo Stretto di Messina sembra essere tornato a far parlare di sé. Il Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili Enrico Giovannini avrebbe infatti inviato al Consiglio dei Ministri le indicazioni per procedere a un nuovo studio di fattibilità a livello tecnico ed economico.

Oltre ai progetti per realizzare un ponte a un’unica campata, questa volta sul tavolo ci sarebbe anche l’ipotesi di un ponte aereo costituito da più campate. Lo studio di questa nuova alternativa dovrebbe essere commissionato a Rfi, la società che gestisce la rete ferroviaria e che è controllata da Ferrovie dello Stato. Per il Ministro Giovannini sarebbe inoltre ancora valida la cosiddetta “opzione zero”, cioè la possibilità che la costruzione del ponte sullo Stretto di Messina sia considerabile come opera non utile e improduttiva.

Qual è la posizione del Governo per il ponte sullo Stretto di Messina

Nel corso dello studio di fattibilità, l’alternativa di costruire un ponte a più campate dovrà quindi essere confrontata con i progetti per un ponte a campata unica e con la possibilità di non procedere alla realizzazione del ponte sullo Stretto.

In base a quanto inviato dal Ministero delle Infrastrutture, la maggiore lunghezza complessiva consentita dall’opzione di un ponte aereo potrebbe portare l’opera più vicina ai centri abitati di Messina e Reggio Calabria. In questo modo si potrebbe ridurre l’estensione dei raccordi stradali e ferroviari a terra, avere una minore sensibilità agli effetti del vento e probabilmente anche ridurre i costi.

Questa stessa opzione però richiederebbe di valutare con attenzione la risposta delle pile in acqua rispetto agli eventi sismici e alle correnti marine. Come è riportato nella relazione del Ministero, dovrebbero sussistere “profonde motivazioni per realizzare un sistema di attraversamento stabile dello Stretto di Messina, anche in presenza del previsto potenziamento e riqualificazione dei collegamenti marittimi”. Alcuni fondi per le infrastrutture sono presenti nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e potrebbero essere impiegati nel Recovery Plan per opere completabili entro la scadenza del 2026.

Parte di questi, riferisce il Ministero, sarebbe già stati impiegati per potenziare l’attraversamento dinamico dello Stretto di Messina.

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