Cronaca dal Mondo

Sohail restituito ai nonni, il bambino scomparso a Kabul durante l’evacuazione dall’Afghanistan

Sohail, il bambino scomparso che la famiglia aveva perso durante i giorni delle evacuazioni da Kabul la scorsa estate è stato ritrovato e riconsegnato ai nonni.
Sohail restituito ai nonni, il bambino scomparso a Kabul durante l-evacuazione dall'Afghanistan

Il 19 agosto 2021, migliaia di persone sono accorse all’aeroporto di Kabul nella speranza di potersi imbarcare su alcuni degli ultimi aerei che avrebbero portato via gran parte dei diplomatici stranieri e alcuni dei loro collaboratori dall’Afghanistan dei Talebani, entrati in città il 15 agosto. 

In quei giorni, i media internazionali hanno pubblicato le immagini della disperazione di chi cercava di lasciare il Paese. Tra le immagini e le storie che sono state diffuse c’è quella di un neonato che viene passato dai genitori, i quali si trovano all’esterno dell’aeroporto, a un soldato americano al di là del muro sormontato da filo spinato.

Secondo alcuni presenti e come hanno riportato alcune agenzie di stampa, ci sono stati numerosi episodi simili.

bambino scomparso passato a un soldato dai genitori

A novembre, Reuters (agenzia di stampa britannica) ha pubblicato la storia di Sohail, un bambino che ad agosto aveva due mesi. I genitori del bambino sono Mirza Ali Ahmadi, un uomo che ha lavorato come guardia all’ambasciata americana per 10 anni, e la moglie Suraya

Il 19 agosto, i due genitori si trovavano a pochi metri dall’entrata dell’aeroporto quando hanno deciso di passare il loro figlio più piccolo a un uomo in divisa al di là del muro.

I due avevano paura che il bambino potesse essere ferito o venire schiacciato dalla massa di gente attorno a loro. Mirza Ali e Suraya pensavano che, di lì a poco, sarebbero entrati anche loro all’aeroporto e avrebbero quindi ritrovato il neonato. Tuttavia, pochi istanti dopo, i Talebani hanno cominciato ad allontanare la folla che si era radunata nei pressi delle mura e la famiglia (i due genitori e gli altri 4 figli) ha impiegato più di mezz’ora prima di riuscire ad entrare. 

Una volta all’interno dell’aeroporto, Mirza Ali e Suraya si sono messi alla ricerca del neonato, senza però riuscire a trovarlo.

Nessun sapeva dare loro informazioni sul figlio e un ufficiale ha ipotizzato che il bambino fosse stato evacuato da solo. 

La famiglia è stata fatta evacuare: prima su un volo diretto in Qatar, poi verso la Germania, raggiungendo infine gli Stati Uniti. Sempre secondo Reuters, a novembre la famiglia si trovava in Texas, insieme ad altri rifugiati afgani, aspettando di essere trasferita da qualche altra parte del Paese. 

Le ricerche del bambino

In Texas, Mirza Ali ha raccontato la storia del bambino a più persone possibile e un gruppo di volontari ha creato un cartello con la foto di Sohail e la scritta “Bambino scomparso”, facendolo poi circolare nella rete di organizzazioni volontarie, con la speranza che qualcuno lo riconoscesse.

Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha lavorato quattro mesi cercando di riunificare la famiglia, nonostante le difficoltà incontrate a causa dell’assenza dell’ambasciata americana in Afghanistan e della scarsità delle organizzazioni internazionali rimaste sul territorio. 

Sohail è stato rintracciato meno di due mesi fa.

Cosa è successo il 19 agosto e nei mesi successivi

Il 19 agosto, all’aeroporto di Kabul, Sohail è stato trovato da solo da Hamid Safi, un tassista.

Safi ha dichiarato di aver cercato di rintracciare i genitori del bambino all’interno dell’aeroporto. Non riuscendo a trovare la famiglia di Sohail, Safi ha deciso di portarlo con sé. 

Safi, nei mesi scorsi, ha postato alcune foto della sua famiglia (la moglie e le tre figlie) e Sohail sui social. Alcuni vicini di casa che erano a conoscenza della storia del bambino scomparso, lo hanno riconosciuto. I nonni del bambino hanno così cominciato le trattative per poter riavere il nipote. 

Safi era inizialmente ostile all’idea di restituire il bambino. Le negoziazioni per la restituzione del bambino sono durate quasi sette settimane, secondo Reuters, e si sono da poco concluse.

I Talebani hanno negoziato un accordo secondo il quale Razawi, il nonno del bambino, ha donato circa 950 dollari alla famiglia di Safi per essersi presi cura del nipote per cinque mesi.  

Il ricongiungimento del bambino con i nonni

Il nonno di Sohail ha dichiarato di aver viaggiato due giorni verso la capitale portando doni per Safi e la sua famiglia. 

Il bambino è stato così restituito ai nonni che ora vogliono che Sohail sia ricongiunto con la sua famiglia, che nel frattempo è stata ricollocata in un appartamento nel Michigan.

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