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Phishing, occhio alla nuova truffa via email: “Sei stato indagato per questi reati”. Cosa bisogna fare

Sta circolando una nuova truffa via social o email. Si tratta di un nuovo tentativo di phishing: ecco come distinguerlo e cosa fare per difendersi.
Phishing, occhio alla nuova truffa via email: "Sei stato indagato per questi reati". Cosa bisogna fare

In questi giorni sta circolando una nuova truffa tramite email e messaggi social. A darne l’allarme è la Polizia Postale, che indica cosa bisogna fare per non cadere vittime dei raggiri. Ecco qual è la mail a cui fare attenzione e come capire che si tratta di un tentativo di phishing.

“Sei stato indagato per questi reati”, che cos’è la nuova truffa via mail

I tentativi di phishing sono numerosi e solitamente coinvolgono finti istituti bancari alla ricerca di dati di accesso a conti correnti o informazioni personali. In questo caso, la nuova truffa che circola tramite email e messaggi social reca i loghi della Polizia di Stato, della Repubblica Italiana, del Ministero dell’Interno, di Europol o della Polizia.

L’oggetto della mail incriminata è simile a “Sei indagato per questi reati”. Con i nomi del Direttore Centrale Anticrimine della Polizia di Stato, del Capo della Polizia, del Direttore della Polizia Postale e di altri rappresentanti delle forze dell’ordine, la falsa mail si apre con una frase analoga a “Stiamo avviando un procedimento legale contro di voi dopo un sequestro di computer tramite infiltrazione informatica (iniziato in particolare dal 2009), per: pedopornografia, pedofilia, cyber pornografia, esibizionismo, traffico sessuale, razzismo”.

Ma qual è lo scopo di questa nuova campagna di phishing?

Phishing, che cos’è e cosa bisognare fare per difendersi dalle truffe online

Questa truffa può presentarsi anche scritta in altre lingue, ma lo scopo è comune: grazie anche alla presenza di numerosi loghi istituzionali, le false mail intendono mettere i destinatari  in uno stato di agitazione, complice anche un’impostazione grafica piuttosto simile a quella di un documento ufficiale. In questo modo li si spinge a rivolgersi ai falsi contatti forniti e a sottostare a richieste di pagamenti in denaro oppure alla comunicazione dei dati personali.

Come precisato dalla Polizia Postale, le forze dell’ordine non contattano mai i cittadini in modo diretto per riscuotere pagamenti in denaro o per richiedere dati personali dietro la minaccia di provvedimenti o sanzioni.

Leggendo con attenzione il testo della mail, inoltre, è possibile notare come il linguaggio sia una pallida copia di quello ufficiale delle forze dell’ordine e presenti alcune imprecisioni grammaticali: si tratta di un’ulteriore dimostrazione che il documento costituisce una truffa. Un altro dettaglio a cui può essere utile guardare per smascherare i tentativi di phishing, anche via sms, sono i link e i contatti, spesso simili a quelli reali ma differenti in alcuni particolari.

Quando si ricevono email, sms o altri tipi di messaggi falsi, tutto ciò che occorre fare è cestinarli senza aprire nessun link né scaricare alcun allegato.

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