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Cuba e i vaccini non autorizzati dall’Oms: quali sono i dati sull’efficacia e gli ostacoli all’approvazione

I vaccini prodotti a Cuba hanno consentito di vaccinare quasi tutta la popolazione e i dati parlerebbero di un'elevata efficacia. Ecco quali sono gli ostacoli all'autorizzazione da parte dell'Organizzazione Mondiale della Sanità.
Cuba e i vaccini non autorizzati dall'Oms: quali sono i dati sull'efficacia e gli ostacoli all'approvazione

Tra i Paesi con il più alto tasso di vaccinazione spicca Cuba. Un risultato del genere è stato reso possibile grazie ai vaccini prodotti dai centri statali cubani, vaccini che però non sono ancora stati autorizzati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Quali sono gli ostacoli e cosa dicono i dati relativi alla loro efficacia.

Vaccini cubani, qual è la loro efficacia contro le varianti del Covid: i dati

I vaccini cubani sono stati sviluppati dall’Istituto Finlay con la collaborazione di altri centri biotecnologici statali. I risultati sulla loro efficacia sono contenuti in uno studio preliminare, non ancora sottoposto alla revisione tra pari, che è stato pubblicato in data 6 novembre sul sito specializzato medRxiv.

In base a questo studio, il vaccino denominato Soberana 02 avrebbe un’efficacia del 90% contro l’infezione sintomatica dalla variante Delta nel momento in cui viene combinato con un vaccino correlato. Due dosi di Soberana 02 combinate con una di Soberana Plus, un vaccino basato sulla proteina Rbd, secondo Nature sono capaci di offrire il 92,4% di protezione contro la variante Delta. Anche i dati relativi ad Abdala, un altro vaccino cubano da somministrare in 3 dosi, mostrerebbero un’efficacia di oltre il 90% contro la variante Delta.

Al momento non sarebbero invece noti i dati per la variante Omicron.

Perché l’Organizzazione Mondiale della Sanità non ha autorizzato i vaccini di Cuba

Cuba può vantare il 93% degli abitanti oltre i 2 anni vaccinati con almeno una dose, mentre l’86% della popolazione che ne ha invece ricevute due. Si tratta dell’unico Stato a basso reddito ad aver immunizzato la quasi totalità della popolazione e, in tutto il mondo, è terzo dopo gli Emirati Arabi Uniti e il Portogallo. I vaccini cubani utilizzano una tecnologia a basso costo, basata sui composti (subunità) proteici dei Coronavirus, in modo analogo allo statunitense Novavax già approvato dall’Agenzia Europea del Farmaco.

Oltre al costo contenuto, questi vaccini possono essere prodotti su larga scala e non necessitano del processo di congelamento profondo. Per questi motivi potrebbero essere una soluzione per risolvere la questione della scarsa copertura vaccinale nei Paesi più poveri. Per l’Organizzazione Mondiale della Sanità, però, questi preparati non rispetterebbero gli standard “industriali” relativi agli impianti di produzione e dunque al momento non sono autorizzati.

Standard che, come riferisce l’agenzia Reuters, gli epidemiologi cubani hanno definito inarrivabili per un Paese a basso reddito e modellati sui processi industriali “da primo mondo”. Cuba intanto sta esportando il vaccino Abdala in Vietnam e nel corso del 2022 intende portarlo anche in Messico.

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