Finanza

Le imprese italiane migliorano il loro livello di digitalizzazione, ma l’e-commerce ancora non decolla

Segnali di crescita nel processo di digitalizzazione delle PMI italiane nello scorso anno, ma la strada si dimostra ancora lunga
Imprese italiane digitalizzazione

La digitalizzazione dell’Italia è uno dei punti cardine del cronoprogramma stilato per il PNRR da portare a termine entro il 2026. Dei quasi 200 miliardi di euro stanziati dall’Europa per il nostro paese, 40 saranno dedicati al rafforzamento del tasso di digitalizzazione, innovazione tecnologica e internazionalizzazione delle imprese italiane soprattutto sotto forma di incentivi fiscali. Ma in attesa che il PNRR faccia (si spera) il suo corso portando l’Italia in una dimensione diversa più al passo con le altre nazioni europee, com’è la situazione digitale delle imprese al momento? A spiegarcelo sono i dati del rapport ISTAT sull’utilizzo delle tecnologie digitali nelle imprese italiane nel 2021.

Il quadro che emerge è sicuramente confortante da un punto di vista del livello di digitalizzazione. Il 60,3% delle piccole e medie imprese ha raggiunto almeno un livello base. Un dato ancora lontano dall’obiettivo target europeo del 90% da raggiungere entro il 2030, ma che supera la media europea ferma al 56%. L’Italia è al 10° posto in Europa anche davanti a nazioni come Germania (59%) e Francia (47%).

Ma tra queste PMI ben l’80% con almeno 10 dipendenti si collocano ad un livello basso o molto basso di digitalizzazione.

Segnale che qualcosa si è mosso nell’ultimo periodo. Il processo però è appena iniziato e la maggior parte delle imprese sono ancora in una fase embrionale. Il restante 20% svolge invece almeno 7 delle 12 funzioni, posizionandosi su livelli alti o molto alti di digitalizzazione.

Si registrano invece importanti accelerazioni nell’adozione di servizi cloud di livello intermedio o sofisticato e nell’utilizzo di almeno due social media. Quest’ultimo dato è cresciuto del 27%, +10 punti percentuali dal 2017. In crescita anche l’utilizzo di dispositivi di intelligenza artificiale.

Nel 2021 sono state il 32,3% le imprese con almeno 10 addetti ad utilizzare almeno un dispositivo intelligente (IoT). Si tratta di un incremento del 9% rispetto al 2020.

Vendite online ancora ferme al palo

Preoccupante invece il dato delle vendite online che mostra come nel nostro paese sono ancora poche le PMI che hanno un e-commerce performante nonostante la pandemia avesse dato una spinta decisiva al questo canale di vendita spesso trascurato.

Nel 2021 sono state soltanto il 18,4% le imprese con almeno 10 dipendenti ad avere effettuato vendite online. Dato in crescita di due punti percentuali rispetto all’anno precedente ma che resta ben al di sotto della media europea che è al 23%.

Le imprese di più grandi dimensioni con oltre 250 dipendenti invece si mostrano più aperti al commercio online. Ben il 44,5% ha un e-commerce, dato in crescita di 4 punti percentuali rispetto al 2019.

I più attivi nel campo e-commerce sono il settore ricettivo (83,7%), le attività editoriali (73,1%), le attività dei servizi delle agenzie di viaggio (47,8%).

Ma le vendite online sono diffuse anche nei settori delle telecomunicazioni (30,1%), del commercio al dettaglio (31,0%) e all’ingrosso (28,6%), delle industrie alimentari (28,5%), delle attività dei servizi di ristorazione (24,8%) e delle attività audiovisive (23,6%).

Nel 72,4% dei casi le imprese che vendono via web hanno usato siti web o app proprietarie, mentre nel 63,0% dei casi hanno utilizzato siti o app di intermediari come ad esempio i colossi del web Amazon o Ebay. Qualcosa si è smosso durante la prima fase della pandemia dove il 18,9% delle imprese ha dichiarato di aver avviato sforzi e progetti per vendere online per far fronte al calo del fatturato dovuto alle misure di contenimento messe in atto dal Governo.

Insomma il quadro presentato da ISTAT mostra una nazione che si sta svegliando, che sta prendendo consapevolezza che al giorno d’oggi se si vuole restare al passo con la concorrenza estera è fondamentale portare la propria impresa in una nuova dimensione, più digitale, più smart e internazionale.

Non solo introduzione di un canale di vendita online, ma anche marketing sui social e introduzione di tecnologie informatiche interne come software gestionali per velocizzare alcuni processi aziendali.

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