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Cade in un burrone innevato: il suo cane si sdraia su di lui per 13 ore e lo salva dall’ipotermia

Il cane è rimasto illeso, mentre il padrone è salvo solo grazie a lui. Non avrebbe resistito 13 ore nella neve senza il suo fedele compagno, che lo ha tenuto al caldo salvandolo.
Cade in un burrone innevato: il suo cane si sdraia su di lui per 13 ore e lo salva dall'ipotermia

L’ennesima storia che dimostra come i cani possano essere i migliori amici dell’uomo arriva dall’estero. Grga Brkić, escursionista, è scivolato e caduto in un burrone innevato in Croazia, fratturandosi gravemente una gamba. Se non ci fosse stato il suo cane North, l’escursionista sarebbe morto di ipotermia.

Salvo grazie al calore del suo cane: la vicenda dell’escursionista

Grga stava scalando la vetta più alta della catena montuosa del Velebit, a circa 1800 metri di altezza sopra il livello del mare. Come riporta Il Corriere della Sera, l’escursionista ha fatto una caduta di quasi 45 metri lungo un pendio innevato.

Rimanere bloccato nel crepaccio a causa di una grave frattura alla gamba, senza potersi muovere, significava morte per ipotermia in qualche ora. I due escursionisti che erano con lui non potevano raggiungerlo e hanno solo potuto dare l’allarme al soccorso alpino croato. Quest’ultimo ha avuto grandi difficoltà a raggiungere il punto in cui erano l’escursionista ferito e il suo cane.

North, Alaskan Malamute di 8 mesi, ha subito capito la gravità della situazione e non ha esitato a riscaldare il padrone per 13 ore di fila, sdraiandosi su di lui e salvandolo da una morte certa.

L’escursionista, dopo lunghe ore di attesa, è stato portato in ospedale e operato d’urgenza. North ne è uscito illeso.

Sul sito Facebook del soccorso alpino croato è stata postata una foto di Grga al momento del soccorso, con North steso sopra di lui, e il commento: “L’amicizia e l’amore tra uomo e cane non hanno confini. Da questo esempio possiamo tutti imparare a prenderci cura gli uni degli altri“.

Uno dei salvataggi più difficili mai visti

La Hrvatska Gorska Služba Spašavanja, compagnia di occorso alpino, ha definito l’episodio riguardante Grga come “una delle operazioni di salvataggio più difficili mai portata a termine prima“.

In una dichiarazione a Total Croatia News, il capo dei servizi di soccorso alpino Josip Brozičević ha spiegato che “il cane è rimasto rannicchiato accanto al proprietario nella fossa per tutto il tempo; ha riscaldato il suo proprietario con il suo corpo, prevenendo così la significativa ipotermia dell’alpinista che ha subito una grave frattura della parte inferiore della gamba e della caviglia quando è caduto“.

Nonostante la storia a lieto fine, il soccorso alpino croato ha specificato che portare con sé i cani in escursioni così complesse e faticose, in cui è richiesta un’attrezzatura da trekking specializzata, è un grande pericolo, sia per l’animale che per l’escursionista.

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