Cronaca Nera

Serena Mollicone morta per asfissia dopo una colluttazione: in aula la ricostruzione del delitto di Arce

Omicidio Serena Mollicone: in aula a Cassino la ricostruzione del delitto di Arce nelle analisi dell'antropologa forense Cristina Cattaneo sul corpo della 18enne.
Serena Mollicone morta per asfissia dopo una colluttazione: in aula la ricostruzione del delitto di Arce

Serena Mollicone sarebbe morta per asfissia meccanica a seguito di una colluttazione, e il delitto di Arce, come ormai noto il caso della 18enne, si sarebbe consumato in caserma. È quanto trapela dall’aula di tribunale in Corte d’Assise a Cassino, dove si celebra il processo per la morte della ragazza, in merito all’esito delle analisi condotte dall’antropologa forense Cristina Cattaneo.

Serena Mollicone morta per asfissia dopo una colluttazione: la ricostruzione del delitto di Arce

Prima di morire, Serena Mollicone Sarebbe stata coinvolta in una colluttazione e successivamente sarebbe stata asfissiata meccanicamente, la testa avvolta in un sacchetto di plastica.

È quanto ricostruito in una consulenza di 250 pagine, riporta Ansa, firmata da Cristina Cattaneo all’esito delle analisi medico legali condotte sul corpo della ragazza dopo la riesumazione, avvenuta nel 2016.

Un documento denso di elementi in cui emergerebbe anche l’evidenza di un trauma cranico compatibile con l’impatto “tra il cranio e la porta della caserma dei Carabinieri di Arce” contro cui la 18enne “sarebbe stata fatta sbattere“. È l’ipotesi che incornicia la ricostruzione della morte di Serena Mollicone, uccisa nel 2001 ad Arce (Frosinone), illustrata nell’aula di tribunale in cui si celebra il processo.

Omicidio Serena Mollicone: a processo 5 imputati

Cristina Cattaneo ha redatto la consulenza disposta dalla Procura di Cassino e avrebbe illustrato l’esito delle sue analisi in aula, nel processo che vede imputate 5 persone, riporta ancora Ansa: il maresciallo dei Carabinieri Franco Mottola, ex comandante della stazione di Arce, la moglie Anna Maria, il figlio Marco Mottola, il maresciallo Vincenzo Quatrale e l’appuntato Francesco Suprano.

A carico dei Mottola e Quatrale l”accusa è di concorso in omicidio, mentre Suprano sarebbe accusato di favoreggiamento.

I più recenti accertamenti sul corpo della giovane, condotti con tecniche avanzate pressoché non disponibili all’epoca del primo esame autoptico, avrebbero portato a galla elementi inediti e di notevole interesse investigativo per ricalcare la dinamica del delitto e risolvere un cold case lungo decenni.

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