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Nek cosa fa oggi il cantautore in duetto con Massimo Ranieri a Sanremo 2022: moglie, vita privata e carriera

Il cantautore, con alle spalle quindici album, ha scritto e interpretato canzoni rimaste impresse nella mente degli italiani. Ecco la storia della sua vita professionale e privata.
Nek cosa fa oggi il cantautore in duetto con Massimo Ranieri a Sanremo 2022: moglie, vita privata e carriera

Nek torna sul palco dell’Ariston in occasione della quarta serata, quella dedicata alle cover e ai duetti. Il cantante accompagnerà Massimo Ranieri sulle note di Anna verrà.

Cantautore e polistrumentista, più di 35 anni di carriera e oltre 10 milioni di dischi venduti. Dall’esordio musicale con l’amico Gianluca Vaccari, la sua strada si è arricchita di nuovi album, brani di successo diventati famosi e altre soddisfazioni, non solo riguardo il lato artistico. Nek ha in programma altri progetti in futuro, e il prossimo febbraio tornerà al Festival di Sanremo, anche se non in veste di cantante in gara.

Nek, l’esordio in duo, gli inizi da solista e i successi

Filippo Neviani, in arte Nek, nasce a Sassuolo il 6 gennaio 1972. Esordisce nel mondo della musica nel 1986, quando insieme al suo amico Gianluca Vaccari forma il duo Winchester. Tre anni dopo è la voce del gruppo White Lady, esperienza che dura fino al 1991, quando lascia la band ed esordisce da solista.

L’anno seguente Nek pubblica il suo primo album, contenente il brano In te, con cui debutterà nella sezione dei giovani al Festival di Sanremo 1993. La canzone viene da molti aspramente criticata per via del tema sull’aborto.

Nel quarto album del cantautore, Lei, gli amici e tutto il resto, compare il pezzo Laura non c’è, settimo al Festival di Sanremo 1997, ma divenuto uno dei suoi più grandi successi.

Dal brano è stato tratto l’omonimo film di Antonio Bonifacio del 1998, la cui colonna sonora viene realizzata dal cantante emiliano.

Nello stesso anno, partecipa al Festivalbar 1998, con la canzone Se io non avessi te, tra le sue più famose. L’evento musicale è fonte di fortuna per il cantautore: nel 2005 il brano Lascia che io sia, dell’ottavo album, vince l’edizione del Festivalbar e diventa il tormentone dell’estate.

Cosa fa oggi Nek

Nel 2007 Nek partecipa all’omaggio di Lucio Battisti, Innocenti evasioni 2006, una raccolta di brani del cantautore rivisitati, dedicandosi al brano Sì, viaggiare.

In seguito al terremoto dell’Aquila nel 2009, insieme ad altri artisti del panorama musicale italiano, incide Domani 21/04.2009, devolvendo il ricavato alle persone colpite dal sisma. Una simile iniziativa avviene tre anni dopo, quando partecipa al concerto Emilia: Live svoltosi a Bologna, per sostenere i terremotati.

Nel 2013 esce l’undicesimo disco, Filippo Neviani, in onore del padre che avrebbe voluto, un giorno, vedere il suo cognome su un album del figlio.

Il disco contiene il brano Congiunzione astrale. A fine anno presenta Neroverdi, l’inno ufficiale del Sassuolo, squadra di calcio per cui tifa.

Partecipa per la quarta volta a Sanremo, nell’edizione del 2015, con Fatti avanti amore, arrivando secondo, mentre trionfa nella serata delle cover con l’interpretazione di Se telefonando di Mina.

Nek, gli ultimi progetti musicali

Nel 2016 due singoli di successo, Uno di questi giorni e Unici, anticipano l’album numero tredici, Unici. Il 10 maggio 2019 è il giorno del suo quattordicesimo disco, Il mio gioco preferito: parte prima.

Il primo estratto, Mi farò trovare pronto, è il brano con cui Nek torna a Sanremo per la quarta volta. L’anno seguente esce la seconda parte del disco, e l’11 giugno 2021 il suo ultimo singolo, Un’estate normale.

Nek, la famiglia e le passioni

Dal 2006 è sposato con Patrizia Vacondio, da cui ha avuto una figlia, Beatrice, nata nel 2011.

Nek e la sua famiglia vivono a Sassuolo, comune in cui è nato e cresciuto e che non ha mai dimenticato.

Tra le sue passioni l’agricoltura. In un’intervista a TV Sorrisi e Canzoni spiega: “Non c’è niente di più rock che lavorare la terra: è sacrificio, lavoro e sudore, anche se lo fai per hobby, come me.

Io sono cresciuto sui trattori, sono cresciuto con i contadini di mio papà che lavoravano il nostro fondo, e quando non c’è più stato papà abbiamo continuato io e mio fratello Gaetano, con un contadino che ci aiuta portando avanti tutta una serie di cose importanti, che vanno gestite con meticolosità”, sottolineando l’importanza del contatto con la terra: “Ho il privilegio di poter fare queste cose perché mi piacciono e quando arrivo a casa alla sera dopo un giorno in campagna mi sono rilassato e mi sono ricaricato fisicamente”.

Nek, il significato del suo pseudonimo

Nella stessa intervista ha anche spiegato il significato del suo pseudonimo: “(…)amavo molto la batteria, la suonicchiavo, e mi piaceva il suono della bacchetta sul cerchio metallico del rullante: da quel “tuc!” mi venne in mente Nek. Anzi Nèk, con l’accento. Se guardate la copertina del disco del Festival di Castrocaro del 1991, il mio debutto ufficiale in Rai, ritrovate Nèk scritto così. Poi l’accento se n’è andato”.

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