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Sperimentazioni sugli animali, il Decreto Milleproroghe allunga le tempistiche: quando sarà vietata

Nel Decreto Milleproroghe è stato inserito e approvato un emendamento per le sperimentazioni sugli animali. Respinta la proroga a 6 mesi chiesta dal Governo, ecco la nuova data.
Sperimentazioni sugli animali, il Decreto Milleproroghe allunga le tempistiche: quando sarà vietata

Tra gli emendamenti al Decreto Milleproroghe che sono stati approvati nel corso della notte, c’è anche quello relativo alla sperimentazione sugli animali. È stata respinta la proroga proposta dal Governo di durata pari a 6 mesi, consentendo così la sperimentazione fino al 2025. Ecco quali sono i dettagli.

Sperimentazione sugli animali, il Milleproroghe conferma fino al 2025

Con il Decreto Milleproroghe sarà possibile continuare con la sperimentazione sugli animali fino al 1° luglio 2025. È quanto è stato stabilito dalle Commissioni Affari Costituzionali e Bilancio della Camera, che durante una notte di confronti e scontri hanno approvato una serie di emendamenti identici su questo tema.

In realtà, il testo originario proposto dal Governo aveva previsto una proroga per 6 soli mesi. Si tratta di una delle 4 questioni su cui la maggioranza si è spaccata e il parere del Governo è stato ribaltato, ottenendo l’approvazione di provvedimenti in direzione opposta. In seguito alle modifiche al Decreto Milleproroghe, dunque, fino al 1° luglio 2025 sarà possibile procedere alla sperimentazione sugli animali per quanto riguarda le sostanze d’abuso (tra cui figurano i farmaci, compresi i vaccini contro il Covid) e gli studi sugli xenotrapianti d’organo, cioè sulla possibilità di impiantare organi prelevati da animali appartenenti a specie diverse.

Le motivazioni dietro la proroga al 2025 della sperimentazione sugli animali

Tra le motivazioni che hanno portato le Commissioni ad approvare questo emendamento è stata menzionata la necessità delle sperimentazioni sugli animali per produrre vaccini contro il Coronavirus e molti altri farmaci, per esempio quelli utilizzati nelle chemioterapie.

Anche la possibilità di studiare gli xenotrapianti d’organo è stata indicata come importante, perché possono costituire una speranza per i pazienti che attendono da anni un donatore che sia compatibile per procedere quindi al trapianto.

Come è stato ribadito da numerose parti politiche, dalla Lega al PD, la proroga fino al 2025 dovrebbe concedere tempistiche adeguate per trovare metodi alternativi alla sperimentazione animale. Inoltre, si è sottolineato come i divieti di sperimentazione non trovino riscontro nell’attuale direttiva europea sulla protezione degli animali e avrebbero potuto tradursi in una procedura d’infrazione per l’Italia.

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