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Il Caso Collini, la vera storia dietro al film su Fabrizio Collini: l’Italia della Liberazione e i crimini nazisti

Stasera verrà trasmesso Il Caso Collini, film tratto dal bestseller di Ferdinand von Schirach. Ecco qual è la vera storia che ha ispirato questo capolavoro, legato indissolubilmente all'Italia della Liberazione.
Il Caso Collini, la vera storia dietro al film su Fabrizio Collini: l'Italia della Liberazione e i crimini nazisti

Questa sera Rai3 trasmette Il caso Collini, celebre film diretto da Marco Kreuzpaintner e tratto dal besteller omonimo scritto da Ferdinand von Schirach. Pochi sanno che dietro questo capolavoro si cela una storia vera e inquietante, legata alla nostra Italia della Seconda Guerra Mondiale.

Di cosa parla Il Caso Collini: la trama del dramma giudiziario tratto dal besteller di von Schirac

Il caso Collini è un dramma giudiziario diretto da Marco Kreuzpaintner, già regista di Sommersturm, Krabat e il mulino dei dodici corvi e Beat. È un adattamento di un romanzo scritto da Ferdinand von Schirach, avvocato penalista di Monaco e nipote di Baldur von Schirach, uno dei fondatori della Gioventù hitleriana e governatore nazista di Vienna.

È proprio in questa pesante eredità che affonda la radici la vera storia de Il caso Collini. Il protagonista Fabrizio Collini, interpretato da Franco Nero, è un pensionato italiano emigrato in Germania nel periodo del dopoguerra. È accusato dell’omicidio di Hans Meyer, imprenditore ottantenne e stimato amministratore di un enorme impero industriale, nonché filantropo e appassionato di auto d’epoca. Sul cadavere ci sono chiari segni che mostrano un accanimento da parte dell’assassino.

Il caso viene affidato al giovane avvocato d’ufficio Caspar Leinen, interpretato da Elyas M’Barek, che getterà luce sul passato di Meyer caratterizzato da terribili ombre.

La vera storia dietro Il Caso Collini e l’Italia dopo la Liberazione

L’autore, Ferdinand von Schirach, porta sulle spalle il peso di un cognome legato alla Gioventù hitleriana. Il nonno Baldur von Schirach fu condannato durante il Processo di Norimberga a 20 anni di carcere per la deportazione di 185.000 ebrei austriaci, senza mai ammettere i crimini commessi. Il caso Collini è stato il suo modo di affrontare le proprie origini e le responsabilità individuali e collettive.

In particolare, il passato di Fabrizio Collini può trovare un parallelismo in una vicenda realmente avvenuta a Montecatini dopo la liberazione tedesca del 2 luglio 1944. Pochi giorni dopo, il 24 luglio 1944, in Piazza del Popolo furono arrestati, seviziati e torturati Bruno Baronti e Foscarino Spinelli, appena ventenni. Forse partigiani o forse in cerca di un rifugio, subirono atroci sofferenze per mani dei tenenti Wickmann, Hrause, Wick e Pohl prima di essere impiccati ai lampioni della piazza.

Ad aiutare gli ufficiali tedeschi fu Mario Pagnini, un collaborazionista italiano del 590° Battaglione Anticarro.

La storia de Il Caso Collini e l’ingombrante passato della Germania

Il caso Collini affronta anche la dolorosa questione della legge Dreher del 1968, che entrò in vigore il 1° ottobre di quell’anno e portò alla prescrizione gran parte dei processi in corso contro i criminali nazisti. Il bestseller fa anche riferimento al processo avvenuto ad Amburgo nel 2022 contro Friedrich Engel. Conosciuto come “il boia di Genova”, era un ex capo delle SS su cui pendevano le accuse di numerosi eccidi di civili in Italia durante la Seconda guerra mondiale, dalla strage del Turchino a quella di Cravasco.

Engel visse la propria vita in Germania per 50 anni e nel 2002 fu condannato ad appena 7 anni, mai scontati. Morì Amburgo il 4 febbraio 2006 all’età di 97 anni. Il caso Collini affronta dunque non solo le ombre delle origini dell’autore ma anche quelle che per anni si sono allungate sul suo Paese.

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