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Exor trova l’accordo con l’Agenzia delle Entrate, quanto deve pagare la famiglia Agnelli al fisco

Exor ha concluso un accordo con l'Agenzia delle Entrate per porre fine al contenzioso nato dopo la vicenda "Pex" del 2016. Ecco la cifra che sborserà.
Exor trova l'accordo con l’Agenzia delle Entrate

La holding Exor della famiglia Agnelli-Elkann, che controlla Stellantis (Fiat), Juventus Fc, Cnh Industrial , Ferrari e il gruppo editoriale Gedi, ha posto definitivamente fine ad un contenzioso con l’Agenzia delle Entrate che andava avanti dal 2016. Tutto era nato dopo che la società italiana Exor S.p.A si era fusa con la sua controllata olandese Exor Holding N.V. dando origine all’odierna Exor tuttora domiciliata in Olanda. Exor spiegò che il motivo non fu di convenienza fiscale ma dettato dall’esigenza di armonizzazione i sistemi di governance e di regole del diritto societario.

In occasione della fusione con la controllata olandese la società uscente Exor S.p.A.

applicò il regime di participation exemption (cosiddetta Pex). In base a questo regime, le plusvalenze sul valore di tali partecipazioni erano state esentate e dunque escluse dal reddito imponibile ai fini della determinazione della Exit Tax nella misura del 95% del loro ammontare.

Una decisione contestata dall’Agenzia delle Entrate, che nel maggio del 2021 ha ritenuto inapplicabile la Pex per la Exor S.p.A. in quanto la holding trasferiva la residenza fiscale all’estero senza mantenere una stabile organizzazione in Italia.

Exor si è dichiarata “del tutto convinta di aver agito correttamente”

La società con a capo la Famiglia Agnelli-Elkann si è detta convinta di aver agito secondo le regole ma al fine di evitare lunghi e costosi contenziosi con l’Agenzia delle Entrate, ha accettato l’accordo pagando 746 milioni di euro, di cui 104 solo di interessi. Si tratta di uno dei più consistenti in Italia, secondo solo a quello con Kering da 1,25 miliardi avvenuto nel 2019. La cifra è già stata corrisposta in data 18 Febbraio come comunicato dai vertici aziendali e si rifletterà sul bilancio 2021 di Exor.

“Exor ha scelto di sottoscrivere l’accordo e di pagare quanto pattuito, pur rimanendo del tutto convinta di aver agito correttamente e rivendicando di non aver violato alcuna norma in tema di Exit Tax” – si legge nella nota, riportata da Ansa.

A confermare la tesi portata avanti da Exor il fatto che l’Agenzia delle Entrate non ha comminato alcuna sanzione ma la cifra pagata corrisponde al 2,5% del suo valore pari a circa 30 milioni di euro.

“Ora Exor è regolata da sistemi legali e tributari olandesi, stabili e privi di zone grigie interpretative, e non esistono ulteriori pendenze fiscali in Italia” – ha specificato il gruppo.

Controllante Giovanni Agnelli BV, raggiunto accordo per 203 milioni di euro con AdE 

Oltre a Exor, anche la controllante Giovanni Agnelli BV ha trovato un accordo con il fisco italiano.

Esso prevede il pagamento all’Agenzia delle Entrate di 203 milioni di euro, di cui 28 milioni per interessi. Il motivo è lo stesso: l’applicazione della PEX ai fini della determinazione dell’Exit Tax da parte della società nonostante l’inapplicabilità, o almeno secondo quanto ritiene il Fisco. Anche in questo caso, infatti, la società ha ritenuto di aver agito nel pieno rispetto delle regole ma di aver pagato per evitare anni di contenziosi.

L’accordo con Exor è soltanto l’ultimo caso di accordo tra l’Agenzia delle Entrate e i grossi colossi che non sono stati fiscalmente impeccabili in Italia. Nel 2019 il gruppo Kering di proprietà del magnate François-Henri Pinault che opera nel settore del lusso gestendo marchi come Gucci, Yves Saint Laurent, Balenciaga, Alexander McQueen raggiunse un accordo con il fisco per una cifra monstre: 1,25 miliardi di euro. La Gdf aveva contestato al gruppo francese una presunta evasione fiscale da circa 1,4 miliardi di euro con ricavi non dichiarati per 14,5 miliardi fatti finire nelle casse della controllata svizzera Luxury Goods International SA (Lgi).

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