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Profughi dall’Ucraina all’Italia, Governo e Regioni preparano il piano per l’accoglienza: dove saranno ospitati

Il Governo e le Regioni italiane stanno delineando le prime misure di accoglienza per i profughi in arrivo dall'Ucraina: ecco quali sono le prossime iniziative.
Profughi dall'Ucraina all'Italia, Governo e Regioni preparano il piano per l'accoglienza: dove saranno ospitati

L’Italia si mobilita per accogliere i profughi della guerra in Ucraina. Al momento ne sono arrivati quasi un migliaio, con parenti o amici già residenti nel nostro Paese. Ecco quali sono le prossime iniziative che saranno avviate dal Governo e dalle Regioni.

Guerra in Ucraina, il Governo dispone i primi interventi per i profughi

I primi profughi sono già arrivati e sono soprattutto donne e bambini. Le stime parlano di 800.000-900.000 profughi che potrebbero rifugiarsi in Italia nelle prossime settimane o mesi. Secondo l’Agenzia ONU per i Rifugiati e la NATO potrebbero esserci tra i 5 e i 6 milioni di persone in fuga dall’Ucraina.

In attesa di avere un quadro più completo della situazione, al momento il Governo ha disposto 16.000 posti nelle strutture destinate ai migranti, 13.000 nei centri di accoglienza straordinaria e altri 3.000 nella rete del Sistema di accoglienza e integrazione. I profughi che sono arrivati in questi giorni sono principalmente accolti da parenti e amici che costituiscono la comunità ucraina in Italia, la più ampia in tutta Europa perché composta da circa 250.000 persone. Un aiuto determinante però potrà essere fornito dalle singole Regioni.

Le iniziative delle Regioni per ospitare le persone in fuga dall’Ucraina

I Prefetti sono già impegnati a censire le strutture che potrebbero ospitare i rifugiati dall’Ucraina e a gestire gli aiuti umanitari in arrivo da tutta Italia.

In particolare, si valuta la possibilità di mettere a disposizione gli alberghi Covid e le strutture ricettive che non sono sopravvissute alla pandemia. Le Regioni stanno confrontandosi in queste ore con la Protezione Civile per definire gli aiuti sia a livello sanitario sia di ospitalità. La Toscana valuta anche l’ipotesi di ospitare i profughi in alcune strutture dell’Università, mentre il Veneto ha riservato spazi all’interno dell’ex ospedale Valdobbiadene e la Campania intende mettere a disposizione il centro Covid della Asl Napoli 1.

Il Piemonte intende creare un elenco di persone e famiglie che desiderano ospitare temporaneamente le persone in fuga dalla guerra, chiedere la disponibilità dell’Ospedale Regina Margherita a ospitare i bambini ucraini malati di cancro e mettere a disposizione l’ospedale da campo della Maxiemergenza 118 per curare i feriti di guerra al confine dell’Ucraina. Tutte le Regioni hanno già confermato la loro disponibilità a offrire assistenza sanitaria ai profughi.

Gli aiuti verso l’Ucraina e le iniziative dell’Unione Europea

Non solo ospitalità sul territorio italiano ma anche aiuti in Ucraina: su indicazione del Ministero della Salute, gli ospedali e le Regioni stanno stilando un inventario di farmaci, dispositivi e apparecchiature mediche che possano essere inviate in Ucraina qualora la situazione dovesse richiederlo.

Sul territorio italiano si sta inoltre valutando di rinforzare le misure di vigilanza sugli obiettivi che possono essere ricollegati all’Ucraina, alla Russia e ai Paesi NATO, per esempio istituzioni, associazioni e luoghi di ritrovo e di culto.

Il Governo dovrebbe anche disporre la somministrazione di tamponi per tutti i profughi in arrivo in Italia, mentre l’Unione Europea intende riconoscere in automatico la protezione internazionale per un anno a tutte le persone che arriveranno dalle zone interessate dalla guerra. Questo status sarà rinnovabile e non richiederà quindi l’obbligo di presentare la specifica richiesta che va valutata dalle commissioni territoriali. Non dovrebbero essere disposte ripartizioni delle quote di accoglienza tra gli Stati membri, perché ai rifugiati ucraini sarà riconosciuta la possibilità di spostarsi liberamente.

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