Economia

Riforma del catasto, il Governo si scontra con l’opposizione: quali novità prevede e cosa comporta

La riforma del catasto è al centro di uno scontro tra la linea del Governo e quella dell'opposizione: quali novità dovrebbe introdurre e perché la politica non trova un accordo.
Riforma del catasto, il Governo si scontra con l'opposizione: quali novità prevede e cosa comporta

Le forze politiche si scontrano sull’articolo 6 della delega fiscale, relativo alla riforma del catasto che dovrebbe mappare tutti gli immobili in Italia. Cosa dovrebbe comportare e perché il Governo si sta scontrando su questo punto.

La riforma del catasto divide la politica: cosa prevede

Il centrodestra si oppone alla riforma del catasto, il centrosinistra invece la appoggia e intende rafforzarla. La riforma dovrebbe arrivare in Aula alla Camera in data 28 marzo, ma il confronto avvenuto in Commissione Finanze durante la presentazione degli emendamenti sembra ancora lontano dalla risoluzione. L’articolo 6 della delega fiscale, finito al centro degli scontri, si concentra sulla riforma del catasto e prevede che il Governo possa adottare nuove norme per modificare il sistema di rilevazione catastale degli immobili.

In particolare, dovrebbero essere affidati nuovi strumenti all’Agenzia delle Entrate e ai Comuni in modo da consentire la corretta classificazione degli immobili. La riforma servirà per integrare le informazioni che sono già presenti nel catasto a partire dal 1° gennaio 2026, ma non dovrebbe prevedere l’utilizzo di questi dati per fini fiscali.

Le novità che saranno introdotte dalla riforma del catasto

La linea del Governo e dello stesso premier Mario Draghi è proseguire nella direzione della riforma del catasto.

La norma in discussione prevede che a ogni unità immobiliare sia attribuito un valore patrimoniale e una rendita autorizzata, da adeguare periodicamente ai valori di mercato. Nel caso specifico di unità immobiliari che siano di particolare interesse storico o artistico è prevista una riduzione del valore patrimoniale medio ordinario, in modo da tenere contro dei maggiori oneri di manutenzione e di conservazione. La riforma del catasto intende muoversi anche nella direzione di censire tutti quegli immobili che al momento non sono stati censiti oppure che non rispettano la destinazione d’uso o la categoria catastale, ma anche di classificare in modo corretto quei terreni edificabili che figurano però come agricoli e tutti quegli immobili abusivi.

Dovrà anche prevedere la definizione di strumenti appositi per facilitare lo scambio di dati relativi agli immobili tra gli uffici comunali e l’Agenzia delle Entrate.

Le scontro tra centrodestra e centrosinistra sulla riforma del catasto

Con la riforma del catasto, il Governo intenderebbe ridistribuire il carico fiscale senza però comportare un aumento delle tasse e senza coinvolgere le prime case.

Da parte della Lega è arrivata l’accusa di voler disporre una patrimoniale sulla casa, con il sostegno di Forza Italia, Fratelli d’Italia, Noi con l’Italia e Coraggio Italia. Il centrodestra ha quindi presentato in Commissione alcuni emendamenti che si muovono per bloccare il contestato articolo 6, mentre la Sottosegretaria all’Economia Maria Cecilia Guerra ha risposto ribadendo che “si ritiene conclusa l’esperienza di Governo” se la riforma del catasto dovesse essere respinta.

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