Cronaca

Vittime di un raid russo a Kiev, due fratellini lottano tra la vita e la morte: quali sono le loro condizioni

I due bambini sono gravissimi dopo essere stati travolti da un attacco russo nella città di Kiev. Cosa è successo e quante sono le piccole vittime del conflitto tra Russia e Ucraina.
Vittime di un raid russo a Kiev, due fratellini lottano tra la vita e la morte: quali sono le loro condizioni

Stanno ancora lottando tra la vita e la morte due fratellini colpiti da un raid nella città di Kiev, in Ucraina. Erano in viaggio con la loro famiglia, uccisa invece sul colpo. Cosa è successo e quanti bambini hanno perso finora la vita nel conflitto.

Fratellini colpiti a Kiev lottano in condizioni gravissime: cosa è successo

Sono il fratello e la sorella della piccola Polina, uccisa ad appena 10 anni da una pioggia di colpi di mitragliatrice. Polina, come la mamma Svetlana e il papà Anton, sono morti sul colpo: erano in viaggio sulla loro macchina, sabato scorso, quando sono stati colpiti durante un raid russo a Kiev.

I due fratellini, di cui non si conosce ancora il nome, sono gravissimi e lottano sospesi tra la vita e la morte. La sorellina sarebbe in condizioni molto gravi, ricoverata in terapia intensiva. Il fratellino invece sarebbe stato trasportato all’ospedale pediatrico di Okhmatdyt, forse attaccato a un ventilatore per consentirgli di respirare, assieme a decine e decine di altri piccoli come lui, colpiti gravemente dalla guerra scoppiata nel loro Paese. All’interno dell’ospedale pediatrico di Okhmatdyt, i bambini sono ricoverati nel bunker seminterrato, che era stato progettato negli anni ’70 con lo scopo di resistere a eventuali attacchi simili a quelli che stanno flagellando l’Ucraina in questi giorni.

La tragedia dei bambini vittime della guerra in Ucraina: quanti sono finora

I fratellini di Polina, tristemente nota per essere la prima vittima dell’aggressione contro l’Ucraina ad aver avuto un nome e un volto, sarebbero assistiti da una loro parente.

Non hanno ancora saputo che la loro famiglia non esiste più, cancellata dalla furia della guerra. L’attacco sarebbe stato condotto dai cosiddetti “sabotatori russi”, cioè forze speciali incaricate di sabotare le strutture di resistenza e di individuare gli obiettivi da colpire per via aerea.

Sono almeno 16 i bambini uccisi senza pietà durante il conflitto armato in Ucraina. Uno di loro aveva appena pochi mesi e la sua famiglia stava cercando di fuggire dal loro Paese nei pressi di Nova Kakhovk. Molti altri sono ancora aggrappati alla vita con tutte le loro forze, nonostante le ferite inflitte loro dalle esplosioni e dai bombardamenti.

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