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Profughi dall’Ucraina, dove saranno accolti e quali tutele avranno: cosa prevede il Decreto

I profughi che stanno arrivando in Italia dall'Ucraina potranno contare su alcune tutele disposte da un recente Decreto: ecco come sarà gestita l'accoglienza di chi fugge dalla guerra.
Profughi dall'Ucraina all'Italia, Governo e Regioni preparano il piano per l'accoglienza: dove saranno ospitati

Per assistere e accogliere i profughi in fuga dalla guerra in Ucraina, l’Italia ha approvato un apposito Decreto Legge. Ecco come sarà gestita la presenza dei rifugiati e quali sono le tutele previste.

Profughi dall’Ucraina, le tutele per chi fugge dalla guerra

Il Decreto Legge incaricato di gestire l’accoglienza è stato approvato in data 25 febbraio ed è stato seguito da una circolare del Viminale il 3 marzo. Tra le numerose disposizioni per i profughi della guerra in Ucraina, il Decreto prevede che i rifugiati possano entrare nelle strutture di accoglienza anche se non sono in possesso dello status di richiedente protezione internazionale oppure degli altri titoli previsti dalla normativa europea.

Grazie a quanto disposto anche a livello europeo, i profughi accolti in Italia hanno avuto la possibilità di accedere senza visto. Potranno inoltre soggiornare liberamente per 90 giorni, termine oltre il quale dovrebbero presentare una richiesta di permesso di soggiorno o di protezione.

Quanti posti e quanti fondi ci sono per accogliere i rifugiati dall’Ucraina

Al momento, i cittadini ucraini in arrivo in Italia sono soprattutto donne e bambini. Le soluzioni di accoglienza dovranno tenere conto di questa caratteristica, come ha precisato il Viminale.

Molti di loro hanno già famigliari nel nostro Paese pronti ad accoglierli, mentre circa 5.000 sono attualmente ospitati nei Centri di Accoglienza Straordinaria (Cas). Il Decreto Legge ha disposto lo stanziamento di 91.400.000€ per gestire il flusso di profughi nel 2022 e altri 44.900.000€ per il biennio 2023-2024.

Determinante sarà il ruolo delle Prefetture e del Sistema di Accoglienza e Integrazione (Sai) gestito in concerto con i Comuni. Sono in via di attivazioni altri 5.000 posti presso i Cas e 3.000 presso il Sai.

Le strutture di accoglienza così individuate forniranno ai rifugiati vitto e alloggio, così come un servizio di assistenza linguistica e culturale, un sostegno socio psicologico e un’assistenza sanitaria nei presidi sanitari territoriali e dai medici di base.

Ai cittadini in fuga dall’Ucraina saranno anche offerti percorsi formativi per imparare la lingua italiana e di orientamento al territorio.

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