Economia e Lavoro

Pescherecci in sciopero per una settimana contro il caro carburante: paralizzato il mercato del pesce

Pescherecci italiani in sciopero contro il caro gasolio: i prezzi sono diventati insostenibili e le entrate non coprono le spese, il mercato della pesca potrebbe paralizzarsi completamente.
Pescherecci in sciopero per una settimana contro il caro carburante: paralizzato il mercato del pesce

Lo sciopero iniziato nella giornata di ieri, si annuncia duro ma il governo tenta il tutto per tutto per fermare la protesta che potrebbe portare ad un nuovo fermo di questo importante settore alimentare e che porterà, se prolungato nel tempo, a far mancare il pesce fresco sui banchi di mercati e supermercati. La protesta è rivolta al continuo crescere del prezzo del gasolio che nelle ultime ore ha raggiunto picchi davvero spaventosi.

Pescherecci in sciopero: il carburante è troppo oneroso

Dopo lo sciopero degli autotrasportatori ora i pescatori italiani fermano la loro attività per una settimana contro il caro gasolio.

La protesta, iniziata nella giornata di ieri, si annuncia dura, riporta il giornale Adnkronos. Il sottosegretario al Mipaaf, con delega alla pesca Francesco Battistoni ha deciso infatti di incontrare già domani le associazioni più importanti delle marinerie, anticipando un incontro che si sarebbe dovuto tenere giovedì prossimo (10 marzo). Per protestare contro i rincari del gasolio, dalla scorsa notte e per tutta la settimana dal 7 al 13 marzo, i pescherecci delle marinerie italiane non usciranno in mare per svolgere la loro attività. Lo sciopero generale, come comunica l’Associazione Produttori Pesca, è stato deciso durante un’assemblea a Civitanova Marche, in provincia di Macerata.

Sciopero, chi aderirà e il problema della pesca a strascico

Allo sciopero hanno aderito l’80% delle marinerie italiane. In particolare sono i pescherecci che svolgono la pesca a strascico a essere maggiormente penalizzati dall’aumento dei prezzi proprio perché hanno consumi di carburante notevolmente maggiori rispetto ad altre imbarcazioni che eseguono pesca a canna. Il problema riguarda tutti i pescherecci italiani dal Tirreno, allo Ionio, all’Adriatico.

Giuseppe Micucci di Federipesca Marche ha spiegato quali dovrebbero essere gli interventi da parte del governo per aiutare l’attività di pesca italiana: “Un motopeschereccio medio di 20 metri brucia 4.000 litri di gasolio a settimana e con il prezzo arrivato a 1 euro sono 4.000 euro di gasolio a settimana, 16 mila euro al mese con prezzi pagati ai pescatori troppo bassi: se il governo non ci sostiene questa attività produttiva si ferma.

Diretta conseguenza dello sciopero dei pescatori dall’Adriatico al Tirreno sarà la mancanza di pesce fresco italiano nei prossimi giorni dal pesce azzurro (alice, sardine, sgombri) al pesce bianco come merluzzo, triglie, scampi, sogliola”.

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