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Riforma del catasto, scontro della maggioranza sull’ultimo emendamento del centrodestra

Il terzo scontro tra centrodestra e Governo è stato ancora una volta molto forte. Cosa succederà ora alla riforma del catasto e com'è andata la votazione.
Riforma del catasto, scontro della maggioranza sull'ultimo emendamento del centrodestra

La riforma del catasto è passata. Il terzo confronto tra il centrodestra e la linea del Governo si è concluso, ancora una volta con un risultato ottenuto sul filo del rasoio. Ecco come si è svolta la votazione.

Riforma del catasto, la maggioranza si spacca ancora una volta

La maggioranza ha infine ottenuto la contestata riforma del catasto. Si tratta di una proposta che ha incontrato la ferma opposizione del centrodestra. Per Lega, Forza Italia , Coraggio Italia e Fratelli d’Italia questa riforma sarebbe in realtà una “patrimoniale nascosta” e si dovrebbe tradurre in un aumento delle tasse.

Per questo motivo nei giorni scorsi sono stati presentati 3 emendamenti soppressivi in Commissione Finanze alla Camera. L’ultimo emendamento, il 6.23 presentato da Alternativa, è stato bocciato ieri in tarda serata, con gli stessi numeri che hanno visto la bocciatura dei precedenti: 23 voti favorevoli e 22 contrari.

Gli effetti della riforma del catasto e le prossime tappe della delega fiscale

La richiesta del centrodestra, a cui di recente si sarebbe sottratto Noi per l’Italia di Maurizio Lupi, prevedeva l’abrogazione del comma 2 dell’articolo 6 della delega fiscale, relativo appunto alla cosiddetta riforma del catasto.

L’opposizione delle forze di centrodestra è stata sostenuta anche da Confedilizia, che condividerebbe il timore di un aumento della tassazione. La riforma del catasto dovrebbe in realtà intervenire con modifiche normative e operative per individuare tutti quegli immobili e terreni non accatastati.

Dovrebbe anche rilevare il valore patrimoniale degli immobili, adeguandolo al loro valore di mercato con cadenza periodica. Secondo quanto sottolineato più volte dal Governo, la riforma del catasto non dovrebbe intervenire sulla tassazione e sull’impatto a livello tributario di questi adeguamenti.

Inoltre, la riforma prevede che la situazione catastale aggiornata sia disponibile non prima del 1° gennaio 2026. Ora, i prossimi passi sulla delega fiscale potrebbero vedere ulteriori scontri su temi altrettanto controversi all’interno della politica, come la flat tax, l’Irap e la riforma sugli appalti.

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