Il Ministro della Salute Roberto Speranza torna a parlare della quarta dose e della possibilitĂ di adottare una proposta unitaria a livello europeo. Ecco come sta procedendo la campagna vaccinale in Italia e quali Stati hanno giĂ avviato le somministrazioni per la quarta dose.
Quarta dose, il Ministro Speranza annuncia una proposta unitaria a livello europeo
In seguito alla riunione avvenuta martedì scorso tra i Ministri della Salute europei, il Ministro Speranza ha affrontato la questione della quarta dose durante il question time al Senato del 31 marzo. In particolare, l’intenzione è di “arrivare in un tempo breve, possibilmente 7 giorni, a una proposta unitaria su questa materia”. Il Ministro ha spiegato che le somministrazioni della seconda dose booster sono giĂ iniziate in Germania per gli over 70, in Francia per gli over 80 e in Gran Bretagna per le persone con piĂą di 75 anni. Al di fuori dell’Unione Europea, anche la Food and Drug Administration ha dato indicazione negli Stati Uniti per la quarta dose ai soggetti con oltre 50 anni d’etĂ . La richiesta avanzata dal Ministro nella riunione di martedì è incentrata sul “di non procedere in ordine sparso, ma di valutare sulla base dell’evidenza scientifica un solo orientamento da tenere in tutti i Paesi europei”.
I dati sulla campagna vaccinale in Italia e il parere del Cts sullo screening anticorpale prima della quarta dose
In Italia, i dati relativi alla campagna vaccinale sono tra i piĂą alti al mondo. Il Ministro ha spiegato che il 91,3% degli italiani ha ricevuto la prima dose, mentre a breve l’Italia dovrebbe superare i 136 milioni di dosi somministrate. Sono inoltre 38 milioni i cittadini italiani che hanno risposto al terzo richiamo di vaccino anti Covid. Speranza ha ribadito che “la campagna di vaccinazione è e resta lo strumento decisivo con cui affrontare questa fase diversa del Covid” e, in riferimento all’eventualitĂ di una quarta dose e alla possibilitĂ di effettuare uno screening anticorpale per determinare la necessitĂ della somministrazione, “il nostro CTS ha piĂą volte espresso un’opinione secondo cui non è sufficiente il titolo anticorpale per valutare la risposta immunitaria di una singola persona e sarĂ evidentemente un tema su cui dovremo ancora confrontarci con la nostra comunitĂ scientifica”.

