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La bohème: su Rai3 nella prima serata di venerdì 8 aprile il terzo film-opera di Mario Martone

La bohème va in onda su Rai3 nella prima serata di venerdì 8 aprile 2022. Scopri di più del terzo film-opera firmato dal regista Mario Martone in onda dalle 21:20.
La bohème: su Rai3 nella prima serata di venerdì 8 aprile il terzo film-opera di Mario Martone

Rai3 continua il suo filone nel segno della grande opera proponendo una versione cinematografica del capolavoro realizzato da Giacomo Puccini. Venerdì 8 aprile 2022 in prima serata a partire dalle ore 21:20 va in onda La bohème, il terzo film-opera realizzato da Mario Martone dopo il successo riscontrato dal Barbiere di Siviglia e dalla Traviata. Rai Cultura, che ha affiancato il regista in tutta la realizzazione editoriale, propone al pubblico di Rai3 l’opera diretta dal direttore d’orchestra Michele Mariotti che avrà una introduzione sapiente e puntuale di Corrado Augias.

La bohème: il film-opera di Mario Martone in onda su Rai3

Venerdì 8 aprile 2022 in prima serata su Rai3 va in onda La bohème, il film-opera trasposizione cinematografica del capolavoro di Giacomo Puccini realizzato da Mario Martone.

Il regista decide di registrare e proporre l’opera al pubblico televisivo dopo il successo del Barbiere di Siviglia e della Traviata nella quale gli amori, le amicizie, gli entusiasmi, le inquietudini e persino le sofferenze dei giovani di fine ottocento vengono riportati in una realtà che è quella del nostro presente.

Prima della messa in onda del film vi sarà una introduzione al prodotto guidata dalle parole sapienti di Corrado Augias, che anticipa i temi dell’opera nella quale Rai e Rai Cultura hanno avuto un ruolo fondamentale per la realizzazione e lo sviluppo.

Il film, girato dalla squadra Rai di Napoli, ha registrato la musica in presa diretta ed è ambientato nei Laboratori di Scenografia del Teatro dell’Opera di Roma, un luogo affascinante dispiegato tra officine per scenografi-pittori, depositi immensi di costumi e attrezzeria scenica e una falegnameria.

Il set è risultato ideale per la rappresentazione della gioventù pucciniana e per affrontare il racconto operistico da un punto di vista nuovo che avvicini il pubblico all’amare la lirica mostrandone non più la platea chiusa del teatro ma dove l’opera si costruisce.

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