Vai al contenuto

Bobby Solo spiega perché si chiama così: il suo nome d’arte è nato per un errore di una segretaria

Pubblicato: 12/04/2022 19:30

Bobby Solo ha svelato alcuni segreti del passato, dal significato del suo nome d’arte al brutto rapporto che ha avuto con il papà. Il cantante ha anche spiegato com’è nata Una lacrima sul viso, canzone che l’ha portato al grande successo, il cui testo è stato scritto da Mogol.

La storia del suo nome d’arte

In un’intervista al Corriere della Sera, Bobby ha raccontato come è nato il suo nome d’arte Bobby Solo. Il cantante ha spiegato che è stato il frutto di un errore di una segretaria.

Bobby ha iniziato l’intervista dicendo che fin dagli inizi della sua carriera, il papà si vergognava di lui e non voleva che il cantante facesse successo con il suo vero cognome. Così è stato proprio il padre a voler dargli un nome d’arte.

Il papà non voleva quindi che il figlio utilizzasse il vero cognome, cioè Satti, perché si vergognava di lui e voleva evitare che l’azienda per cui lavorava, l’Alitalia, potesse scoprire che suo figlio voleva fare il cantante.

Allora Roberto Satti, vero nome di Bobby Solo, ha deciso di accontentare il papà e usare un nome d’arte. Il direttore artistico trasformò Roberto in Bobby. Successivamente il nome doveva essere segnato dalla segretaria, che durante la trascrizione sbagliò e determinò il nome d’arte attuale.

Infatti la segretaria, al momento della compilazione dei documenti, ha chiesto al papà il cognome del cantante e il padre rispose: “Solo Bobby“. La donna pensava che Solo fosse il cognome. E così da quel momento Roberto Satti è diventato Bobby Solo.

Bobby Solo e il suo rapporto con il padre

Il cantante, nell’intervista al Corriere della Sera, ha raccontato che fin da bambino il suo rapporto con il papà è stato difficile. 

Ha spiegato che quando lui era all’apice della sua carriera, vinceva Sanremo ed era amato da molti, il papà si vergognava di lui. Durante tutto il suo percorso il cantante non ha mai potuto contare sul sostegno de padre. “Mio padre era del 1906 e amava solo la musica di Wagner, Beethoven, Verdi e Puccini e si vergognava di me“ ha detto Bobby.

La storia della canzone Una lacrima sul viso

Un altro argomento dell’intervista di Bobby, è stata la storia della canzone Una lacrima sul viso.

Il cantante ha raccontato di averla scritta quando era giovane e si trovava in cucina mentre la mamma preparava il pranzo. Qualche anno dopo, Bobby ha fatto sentire il pezzo al padre di Mogol, il quale aveva trovato la melodia piacevole ma il testo troppo banale.

Allora è intervenuto proprio Mogol ad aggiustare il pezzo. Il cantante ha raccontato che il testo definitivo è stato scritto in venti minuti dentro una Renault R4.

Continua a leggere su TheSocialPost.it