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Zelensky attacca l’Europa: “Guadagnano soldi nel sangue degli altri”. Dure parole del leader ucraino

Il presidente ucraino Zelensky torna a chiedere all'Europa una posizione netta nei confronti della Russia, puntando il dito contro le decisione prese recentemente da alcuni Stati membri.
Zelensky attacca l'Europa: "Guadagnano soldi nel sangue degli altri". Dure parole del leader ucraino

Il cinquantesimo giorno di guerra tra Russia e Ucraina vede parole molto dure rivolte dal presidente Zelensky ai Paesi europei, in particolare a quelli accusati di ostacolare l’embargo sul petrolio da Mosca.

Zelensky duro contro l’Europa: “guadagnano soldi nel sangue degli altri”

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha riservato parole molto dure all’Europa. Durante un’intervista rilasciata alla BBC, infatti, ha affrontato la questione della dipendenza dell’Europa dal petrolio russo e ha accusato gli Stati dell’Unione di “guadagnarsi i propri soldi nel sangue degli altri”. In particolare, ha affermato che “Non capiamo come si possa fare soldi senza sangue.

Purtroppo è quello che alcuni Paesi stanno facendo, i Paesi europei”. Il presidente ucraino si è rivolto a due Stati in particolare, dichiarando che “Per esempio l’embargo di petrolio credo che sia uno dei temi chiave e noi sappiamo che è stato bloccato da Germania e Ungheria”. L’Ucraina torna quindi a chiedere una posizione più netta dell’Europa nei confronti della Russia, sottolineando come “che non è più una questione di affari e denaro, ma che è una questione di sopravvivenza”.

Zelensky chiude ai colloqui di pace dopo i crimini di guerra commessi a Bucha e Mariupol

Nel corso dell’intervista, il presidente Zelensky ha anche riportato all’attenzine i massacri svelati dal ritiro delle truppe russe a Bucha, Borodyanka e Mariupol, dichiarando che quanto è stato commesso “sta per chiudere” ogni possibilità di colloqui di pace.

Non si tratta di me, ma della Russia – ha precisato Zelensky – Non avranno molte altre possibilità di parlare con noi“.

Cinquantesimo giorno di guerra tra Russia e Ucraina: danni all’incrociatore russo Moskva

La giornata di oggi ha visto un intenso scontro anche verbale tra Russia e Ucraina. Al centro del conflitto c’è l’incrociatore lanciamissili russo “Moskva”, attivo nel Mar Nero da alcune settimane e punto di partenza di numerosi attacchi missilistici.

Secondo quanto diffuso dai media russi, la nave è al momento “seriamente danneggiata” a causa di un incendio e della conseguente esplosione di alcune munizioni che si trovavano a bordo.

In base alla versione fornita dai media ucraini e dal governatore della zona di Odessa, invece, l’incrociatore è stato colpito dalle forze di Kiev utilizzando i razzi Neptun. L’unica certezza al momento sembra quella fornita dal Pentagono, che ha dichiarato come l’incrociatore sia ancora a galla sebbene avvolto dalle fiamme dopo almeno un’esplosione che ha provocato danni estesi.

L’equipaggio è composto da almeno 500 persone, tutte evacuate. L’incrociatore Moskva vanta una lunghezza di 186 metri e un equipaggiamento di missili antiaerei e anti-nave, a cui si aggiungono siluri e cannoni navali. Si tratta di un elemento di fondamentale importanza per la marina russa, attivo in servizio dal 1998 e schierato già nel conflitto in Siria: è la terza nave più grande della flotta russa e ha in dotazione un sistema di difesa aerea a tre livelli.

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