Cronaca dal Mondo

Maddie McCann, una sua foto usata per pubblicità a degli hamburger. Scoppia la polemica: “Disgustosa”

Il proprietario della catena ha preso atto della rimozione dei post ma non si è scusato. In occasione della festa del papà aveva usato immagini di Serial Killer.
Maddie McCann, una sua foto usata per pubblicità a degli hamburger. Scoppia la polemica: "Disgustosa"

È polemica per una serie di pubblicità apparse in diversi post social per una catena di hamburger di Leeds, che lavora sull’asporto attraverso un van, che ha utilizzato le foto di Maddie McCann e di sua madre. Negli spot la foto della bambina, scomparsa da un residence in Portogallo nel 2007, è stata accompagnata da una serie di frasi relative ai rischi del lasciare da soli i figli a casa.

La serie di post ha scatenato una violenta reazione, sempre sui social, che hanno definito la campagna come “Disgustosa” che ha portato alla rimozione dei post da parte di Meta e l’intervento dell’Advertising Standards Authority.

La foto di Maddie McCann usata per pubblicità

Si tratta della compagnia Otley Burger Company, sita a Leeds, e si occupa principalmente di cucina da asporto; la campagna pubblicitaria è stata lanciata proprio nei giorni coincidenti con la festa della mamma (che nel Regno Unito cade nella prima metà di marzo e non a maggio come in Italia). Le foto di Maddie McCann sono state accompagnate da quelle della madre in alcuni casi e da frasi come: “Se mangi l’hamburger a casa non ti succede niente” oppure “Con gli hamburger così buoni, lascerai i tuoi bambini a casa. Qual è la cosa peggiore che potrebbe accadere?

” e ancora: “Hamburger per cena? Buona festa della mamma a tutte le mamme là fuori!” questa accompagnata con l’immagine di un uomo che correva in mano con una foto della bimba.

Polemica per le foto di Maddie McCann usate per pubblicità

Le immagini promozionali hanno scatenato una furiosa reazione social e non solo, che ha spinto l’Asa- Advertising Standards Authority ad intervenire. Infatti hanno ricevuto ben tre denunce da parte dei cittadini e hanno fatto richiesta alle piattaforme Instagram, Facebook e Twitter di rimuovere i contenuti.

La catena di hamburger ha rimosso i post e ha comunicato che non sarebbero più riapparsi, ma a quanto pare non sono arrivate scuse, tutt’altro Il proprietario della catena, Joe Scholey, ha detto: “Non mi importa se le persone si sentono offese da queste campagne pubblicitarie.

Qualche tempo fa ne pubblicai una che portò molti soldi. E ho pensato, perché non farlo di nuovo?

Infatti, si legge su BBC, in occasione della festa del papà la catena di hamburger aveva deciso di fare campagne promozionali con foto di famosi serial killer; idea costata al proprietario una serie di minacce pesanti, compre di morte.

L’intervento dell’Asa e il comunicato

Sulla questione, l’Asa ha divulgato un comunicato nel quale ha reso noto che si trattava di meme e non di immagine a scopo pubblicitario.

Nel comunicato si legge: “La Otley Burger Company ha affermato che non avrebbe più utilizzato le foto di Kate McCann in quel modo o sovrapposto le immagini del rapimento di Madeleine McCann. Ha detto che tutti gli annunci erano stati rimossi e non sarebbero più apparsi. Ha anche detto che l’immagine era un meme e che non c’era un product placement, quindi non era pubblicità.

Meta ha dichiarato di aver esaminato il contenuto nel post di Instagram e di averlo rimosso per aver violato le loro politiche.

Hanno intrapreso una revisione più ampia dell’account Instagram, rimosso ulteriori contenuti e imposto restrizioni all’account. Twitter ha detto che il tweet era stato cancellato”.

L’agenzia ha poi aggiunto un monito sull’usare bambini scomparsi o vittime di episodi di cronaca per scopi pubblicitari, in quanto potrebbe rivelarsi angosciante per le famiglie. “Gli inserzionisti non devono utilizzare un’affermazione o un’immagine scioccanti semplicemente per attirare l’attenzione. (…) Abbiamo notato che gli annunci sono stati tutti pubblicati il 27 marzo 2022, che era la festa della mamma.

Abbiamo ritenuto che, in combinazione con le immagini, la pubblicazione degli annunci in quella data avesse lo scopo di aumentare ulteriormente il fattore shock e la natura offensiva degli annunci. Abbiamo anche ritenuto che fosse probabile che avesse aggravato l’angoscia di coloro che hanno visto gli annunci, e in particolare di coloro che potrebbero aver subito la scomparsa di un bambino”.

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