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Questo vegetale si trova praticamente ovunque e ha proprietà eccezionali ma attenzione, non sempre fa bene

Che cos’è l’equiseto: origini, storia, proprietà, modalità di assunzione e controindicazioni della pianta della famiglia delle Equisetaceae, conosciuta come "coda di cavallo".
equiseto

L’equiseto (nome scientifico Equisetum arvense), è una pianta della famiglia delle Equisetaceae, più comunemente conosciuta come “coda di cavallo”. Si tratta di una felce di fusto sterile (priva di fiori e semi) contenente diverse sostanze, tra cui vitamine, sali minerali (potassio, calcio, zinco e magnesio), tracce di alcaloidi e nicotina.

Origini e cenni storici

L’equiseto è una delle piante più antiche della terra ed è presente in tutto il mondo ad eccezione di Nuova Zelanda e Australia. Questa felce predilige terreni umidi, sabbiosi e argillosi per svilupparsi, infatti è molto diffusa in zone campestri.

La tipologia più diffusa in Europa è l’Equisetum arvense.

La pianta è stata utilizzata a scopo terapeutico per le sue proprietà benefiche anche ai tempi di antichi romani e greci.

Proprietà dell’equiseto

Per la grande quantità di sali minerali e flavonoidi presenti al suo interno, l’equiseto è noto soprattutto per la sua capacità diuretica: l’assunzione di equiseto contribuisce al buon funzionamento dell’apparato urinario, aiutando l’eliminazione di acqua da parte dei reni.

Le sue proprietà antinfiammatorie sono utili per la risoluzione di infezioni del tratto urinario e in caso di calcoli renali, ma anche in caso di malattie a carico di mucose come gola infiammata, palpebre arrossate e congiuntiviti.

In più, con le sue proprietà cicatrizzanti può rivelarsi molto utile per la guarigione di ferite e ulcere ed è utilizzato anche in campo cosmetico nella produzione di prodotti anti smagliature, rughe e cellulite.

I principi attivi presenti nella pianta (silice, calcio, magnesio, potassio, saponina, glucosidi flavonici, alcaloidi e tannini, permettono all’equiseto di partecipare al metabolismo dell’osso, favorendo l’accrescimento delle ossa, dei denti e la crescita di unghie e capelli.

L’assunzione di equiseto è dunque indicata in caso di perdita di capelli, fragilità delle unghie, alopecia, osteoporosi, postumi di fratture, artrosi e tendiniti.

Questa pianta contiene anche nicotina ed utile come stimolante per migliorare la concentrazione, aumentare il metabolismo e ridurre lo stress.

L’equiseto è, inoltre, un capilloprotettore che va ad agire sui vasi sanguigni, diventando un sostegno utile contro la fragilità capillare.

Modalità di assunzione e controindicazioni

È opportuno non utilizzare equiseto in caso di sospetta o accertata ipersensibilità al prodotto.

È possibile assumere l’equiseto sotto forma di integratore, succo, infuso o tisana e il consumo si è dimostrato sicuro in adulti sani.

Tuttavia, essendo una sostanza ad azione diuretica, è importante evitare di assumerla insieme ad altri farmaci con la stessa azione. Può interagire anche con medicinali per l’ipertensione.

L’assunzione prolungata di equiseto può provocare una carenza di vitamina B1 nell’organismo, in quanto la pianta contiene una componente che consuma questa vitamina.

È sconsigliato, inoltre, l’utilizzo di equiseto in gravidanza e allattamento.

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