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Riforma delle Forze Armate approvata alla Camera: che cosa prevede e quali novità introduce

Primo via libera dalla Camera per la Riforma delle Forze Armate: quali sono le novità in arrivo e che cosa prevede il testo di questa Legge.
Riforma delle Forze Armate approvata alla Camera: che cosa prevede e quali novità introduce

La riforma delle Forze Armate ha ottenuto l’approvazione della Camera. Il prossimo passo sarà il via libera definitivo da parte del Senato. Ecco che cosa prevede questa riforma e quali cambiamenti introdurrà nei prossimi anni.

Riforma delle Forze Armate, che cosa prevede e che cosa cambia: i dettagli

Soddisfazione per il Ministro della Difesa Lorenzo Guerini, che ha fortemente voluto questa riforma delle Forze Armate. Approvato oggi dalla Camera, il Disegno di Legge dovrebbe introdurre alcune importanti novità. Con l’approvazione del testo anche al Senato, la riforma consentirà un aumento fino a 10.000 unità massime per il personale militare altamente specializzato attivo nei settori tecnico-logistici e sanitario.

Tale aumento potrà essere disposto dal Governo tramite apposita delega, in previsione di eventuali cambiamenti a livello geopolitico come ad esempio la guerra in Ucraina. Permetterà anche una riorganizzazione delle Forze Armate, attualmente pari a 165.000 membri, in 150.000 militari e 20.000 civili. Il termine ultimo per raggiungere questo obiettivo di riorganizzazione slitterebbe inoltre dal 2024 al 2033.

Tutte le novità in arrivo con la riforma delle Forze Armate appena approvata dalla Camera

Il testo della nuova riforma delle Forze Armate dovrebbe anche ridimensionare il periodo di ferma per l’accesso al servizio permanente, portandolo dagli attuali 11 anni a 6 anni.

L’obiettivo è agevolare l’ingresso di persone giovani all’interno delle Forza Armate, garantendo in questo modo prospettive di carriera e di trattamento economico. Sono poi previste alcune misure volte a favorire la flessibilità nelle dotazioni delle singole Forze armate, adattandole sulla base delle esigenze, oltre a prevedere una riorganizzazione amministrativa della sanità militare.

Il testo consente anche l’istituzione di una riserva ausiliaria dello Stato alle dipendenze del Ministero della Difesa, cioè un insieme di nuclei militari da impiegare per operazioni di soccorso sanitario e socio-assistenziale, per intervenire in caso si verifichino calamità naturali o altre emergenze.

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