Pensioni

Alle vedove e ai figli maggiorenni fino a una certa età può spettare una pensione: quanto vale e come ottenerla

La pensione di reversibilità è uno strumento di sostegno previdenziale che mira a sostenere economicamente i familiari di un pensionato deceduto. Scopriamone i dettagli:
Pensione di reversibilità e pensione indiretta: cosa sono, a chi spettano e come richiederle  

Introdotta nel 1939, la pensione di reversibilità è una misura previdenziale nata per tutelare le donne che, alla morte del coniuge, non avessero una pensione propria. Negli anni il testo della legge ha subito diversi cambiamenti sino ad arrivare a quella che è oggi. Scopriamo dunque insieme di cosa si tratta, a chi spetta e come richiederla.

Pensione di reversibilità e pensione indiretta: cosa sono

Entrambe le misure sono prestazioni di natura previdenziale, sono cioè finanziate dai lavoratori che, nel corso della loro vita, versano i contributi nelle casse dell’INPS o altri enti previdenziali.

La pensione di reversibilità è un trattamento pensionistico riconosciuto ai superstiti in caso di decesso di un pensionato. La pensione indiretta si riconosce invece ai familiari di un assicurato. Si tratta in ogni caso di una quota percentuale della pensione percepita dal deceduto che spetta ai familiari in possesso dei requisiti.

A chi spetta la pensione di reversibilità

La pensione di reversibilità spetta al coniuge (o unito civilmente). Anche i coniugi separati o divorziati possono beneficiarne, a patto che siano titolari di assegno divorziale. Se l’ex coniuge si è risposato, il diritto non sussiste e se si unisce in matrimonio dopo il decesso, la pensione viene revocata.

Per quanto riguarda la pensione indiretta invece, spetta al coniuge o all’ex coniuge, ma solo nel caso in cui il rapporto assicurativo sia iniziato prima dello scioglimento del matrimonio. Infine, se il pensionato deceduto risulta divorziato e risposato, a determinare le percentuali tra ex coniuge e coniuge superstite sarà una sentenza di Tribunale.

Il trattamento previdenziale spetta anche ai figli, siano essi naturali, adottivi, legalmente riconosciuti o giudizialmente dichiarati. La legge prevede che ad aver diritto alla pensione di reversibilità siano i figli minorenni alla data del decesso.

Quelli inabili al lavoro e a carico del genitore al momento del decesso invece, possono riceverla indipendentemente dall’età. Possono beneficiare della misura anche i figli maggiorenni studenti (iscritti all’università) a carico del genitore, fino al 26esimo anni di età.

In assenza di coniuge e figli, la pensione di reversibilità o indiretta può andare ai genitori dell’assicurato o del pensionato che al momento della morte abbiamo un’età pari o superiore ai 65 anni e che non siamo titolari a loro volta di pensione.

Se anche i genitori sono assenti o non in possesso dei requisiti, il trattamento può andare a favore di fratelli o sorelle inabili al lavoro e non titolari di pensione o ai nipoti minori.

Come richiedere la pensione di reversibilità

La domanda per richiedere la pensione di reversibilità può essere compilata online sul sito dell’INPS, tramite il call center dell’istituto o presso CAAF ed enti di patronato. I tempi di lavorazione del provvedimento sono di circa 30 giorni quindi. Fatto salvo casi di documentazione incompleta o di sentenza di Tribunale, la pensione ai superstiti decorre dal 1º giorno del mese successivo a quello del decesso.

Quando spetta ai superstiti?

Sul sito dell’INPS sono disponibile le tabelle che indicano le quote percentuali che spettano a ciascun beneficiario. Esse possono infatti variare da un massimo del 100% in caso di coniuge con 2 o più figli minori a carico, fino ad un minimo del 15% per un fratello o una sorella inabile al lavoro. La pensione di reversibilità o indiretta può infine subire riduzioni in base al reddito del beneficiario. Nel caso in cui esso superi i 20.107,62 euro/anno la decurtazione è pari al 25%. Se invece il reddito supera i 33.512,70 euro/anno ne percepirà esclusivamente il 50%.

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