Lifestyle

Mostra il pene in pubblico e usa il bidone dell’immondizia come sex toy di fronte ai passanti

L'ex soldatessa transgender era già comparsa di fronte al giudice prima di essere accusata di atti osceni in pubblico per aver mostrato il pene e usato un bidone come sex toy.
Ex soldatessa transgender mostra il pene e usa un bidone come sex toy: è accusata di atti osceni in pubblico

Chloe Thompson, ex soldatessa transgender di 42 anni, è stata sorpresa mentre mostrava il pene in pubblico per poi utilizzare un bidone dei rifiuti come sex toys. La vicenda è accaduta in un vicolo di Middlesbrough, Teesside, lo scorso agosto – di fronte ad una coppia che poi sarebbe scappata urlando. Non è la prima volta che accade, dal momento che era già dovuta comparire di fronte al giudice per altre accuse riguardanti alcuni comportamenti inappropriati.

Ex soldatessa transgender accusata di atti osceni in pubblico: cos’è successo

La comunità di Middlesbrough – nell’Inghilterra nord-orientale – è stata sconvolta da un accaduto molto particolare che riguarda un’ex soldatessa transgender di 42 anni (Chloe Thompson).

Quest’ultima, lo scorso agosto, è stata avvistata in pubblico mentre mostrava il pene per poi utilizzare un bidone dei rifiuti come giocattolo sessuale.

Come riporta il giornale Metro Uk una coppia l’ha notata mentre praticava questo atto ed è corsa via fuggendo, ma non sarebbe stato l’unica circostanza durante la giornata in cui avrebbe mantenuto un atteggiamento “apertamente sessualizzato“.

La Thompson infatti era già stata avvistata mentre alzava la gonna altre tre volte quel giorno e subito dopo è entrata in casa e ha mostrato il sedere spingendolo contro una finestra (e facendosi vedere da alcuni bambini che in quel momento passavano in auto).

Non è, per altro, la prima accusa grave che riceve negli ultimi anni.

Chloe Thompson accusata ti atti osceni in pubblico: i suoi precedenti

Come riporta il Metro, Chloe Thompson è stata accusata di crimini simili in passato, per un totale di ben 22 reati tra cui anche un’aggressione sessuale ai danni di una minorenne nel 2011.

Per queste accuse (17 in totale) è comparsa lo scorso 15 febbraio di fronte al giudice.

Quest’ultimo però, prima della condanna definitiva alla prigione, voleva constatare se esistono altre “strutture” in grado di proteggere il pubblico da questo genere di comportamenti.

Il giudice ha infatti riconosciuto che l’ex soldatessa sta attraversando un momento difficile con la sua identità di genere. Nonostante ciò il suo atteggiamento è stato riconosciuto come inappropriato.

Potrebbe interessarti