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Boris Becker condannato, l’ex tennista in carcere per bancarotta fraudolenta ed evasione: parla l’ex moglie

Boris Becker, condannato a 2 anni e mezzo per bancarotta fraudolenta, sconterà almeno un anno della sua pena in una delle carceri peggiori d'Inghilterra per violenza.
Boris Becker condannato, trascorrerà un anno in un carcere terribile

Boris Becker venerdì è stato condotto nel carcere di Wandsworth, descritto come uno dei peggiori d’Inghilterra. L’ex campione di tennis è stato condannato a 2 anni e mezzo di reclusione, dei quali dovrà scontarne almeno uno, per bancarotta fraudolenta. Il carcere di Wandsworth è descritto come fatiscente e sovraffollato, oltre che infestato dai topi. 

Boris Becker condannato per bancarotta fraudolenta

Boris Becker, ex campione di tennis, lo scorso venerdì è stato condannato a due anni e mezzo, con sospensione della pena, per evasione fiscale e bancarotta fraudolenta. Nel 2002 il campione aveva ricevuto la prima condanna in Germania, a 2 anni di reclusione oltre al pagamento di un’ammenda di 500mila euro, per evasione.

L’ex campione aveva contratto debiti per 60milioni, vendendo i suoi trofei e premi per cercare di assorbire il debito. Non ci sarebbe, però, riuscito, e nel 2017 è stato costretto a dichiarare bancarotta. Per la corte inglese, inoltre, l’ex campione avrebbe nascosto parte dei suoi beni (per un valore complessivo di 4 milioni), al fine di evitarne il pignoramento. 

Boris Becker: la prigione da incubo

Il carcere di Wandsworth, dove Boris Becker trascorrerà il prossimo anno, è descritto con dovizia di particolari dal Dailymail.

In quello che viene definito uno “squallido edificio vittoriano”, risiedono oltre 1300 detenuti “disperatamente annoiati”. Nella prigione si riscontrano parecchi casi di abusi di droghe, oltre a numerosi detenuti affetti da problemi mentali

Secondo il report dell’ispettore capo della prigione, citato dal Daily, nel corso del 2020/21 si è riscontrato quasi un attacco tra detenuti al giorno, mentre le guardie avrebbero usato la forza “1295 volte”, con una frequenza di quasi quattro volte al giorno. 

Il giornalista inglese Chris Atkins, in un suo libro ha descritto la vita nel carcere dopo la sua detenzione nel 2016.

 

Racconta come la prima cosa che si sente una volta arrivati lì è ”il rumore [..], è come se qualcuno avesse scaricato ogni singolo effetto sonoro e li stesse diffondendo tutti in una volta”. “Pieno degli individui più terrificanti che abbia mai visto”, in un regime di costante sovraffollamento che costringe le guardie a lasciare i pasti fuori dalle celle dei detenuti.

Nelle celle di 2 metri per 4 si trascorre la maggior parte della giornata, sul pavimento in cemento, con il gabinetto senza asse né tende per coprirsi. I materassi in plastica blu per essere puliti più facilmente.

 

La ex moglie: “lo amo ancora

La ex moglie di Boris Becker, la modella tedesca Lilly Becker, ha recentemente parlato del marito in televisione, rivelando che “sta andando bene”, anche se il carcere “non è esattamente un hotel a 5 stelle”. Si sarebbe poi lasciata andare ad alcune rivelazioni sul suo rapporto con l’ex marito e tennista. Lilly avrebbe confessato di amare ancora Becker, svelando anche che “siamo ancora decisamente sposati, e lo siamo da quando siamo separati”.

 

Sarebbe, inoltre, stata lei stessa a dare l’annuncio dell’arresto dell’ex campione al figlio 12enne, “è stata la cosa più difficile che abbia mai fatto”.

In merito, la madre avrebbe detto che per il piccolo “il padre è il suo eroe”, e che dopo la spiegazione lui “non riusciva a capirlo, non può ancora”. Mentre Lilly ha svelato che lei sarebbe “completamente crollata” nel sentire il verdetto, fino alla fine pensava “che sarebbe stato un po’ più leggero di due anni e mezzo”.  

Djokovic: “ho il cuore spezzato” per Becker

Sulla vicenda che ha colpito Boris Becker si sarebbe espresso anche il campione di tennis e suo amico, Djokovic. “Io e Boris Becker ci conosciamo da tanto tempo e siamo amici, oltre ad essere stato il mio allenatore per 3/4 anni”, ha raccontato durante la conferenza stampa del Mutua Madrid Open.

Djokovic ritiene che l’amico abbia “contribuito in prima persona al mio successo”, continua poi sottolineando di essere “davvero triste per quello che gli è successo”. Conclude poi con la speranza “che si prenda cura della sua salute mentale, perché quella sarà la parte più difficile

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