Cronaca Italia

Neonata nasce con lesioni gravissime a Torino: processo per i medici che non avrebbero effettuato il cesareo

Una neonata ha riportato lesioni gravissime fin nei primi istanti dalla nascita: ginecologhe e ostetriche dovranno rispondere dei terribili danni.
Neonata nasce con lesioni gravissime a Torino: processo per i medici che non avrebbero effettuato il cesareo

A Torino, una neonata ha riportato danni devastanti dopo che il personale medico presente non aveva voluto procedere al parto cesareo. Ora, ginecologhe e ostetriche sono chiamate a rispondere di lesioni personali gravissime.

Bimba nasce con lesioni gravissime, i medici non avevano voluto procedere al parto cesareo

Due ginecologhe e due ostetriche dell’ospedale Sant’Anna di Torino sono state citate in giudizio e dovranno rispondere di lesioni personali gravissime ai danni di una neonata. Il decreto di citazione diretta a giudizio è arrivato oggi, 5 maggio, e il processo inizierà il 12 luglio. I fatti si sono svolti nel 2019, quando una neonata è venuta al mondo con terribili danni sia a livello fisico sia neurologico.

Il personale medico non avrebbe infatti proceduto al parto cesareo nonostante le gravi complicazioni che stavano insorgendo durante il parto naturale.

Quali sono accuse rivolte alle ostetriche e alle ginecologhe che avrebbero causato lesioni gravissime a una neonata

La madre della piccola si era presentata in ospedale nel luglio 2019 alle ore 22, a causa delle doglie per l’arrivo della sua seconda bambina. Nonostante la donna avesse già effettuato un cesareo nel 2017, due anni prima, il personale medico aveva proposto un travaglio di prova, cioè un tentativo di effettuare il parto naturale.

In base a quanto accertato alla Procura nel corso delle indagini, la condotta delle ginecologhe e delle ostetriche sarebbe stata “omissiva”, perché non avrebbero monitorato l’attività cardiaca del feto e della madre durante tutte le fasi del travaglio. In questo modo non avrebbero compreso le gravi anomalie che si stavano verificando in quelle ore drammatiche, come una “eccessiva attività contrattile uterina” che ha privato il feto dell’ossigeno per due lunghe ore.

Il personale medico presente in quel momento non avrebbe poi considerato che il rischio di un parto naturale era pari al 61%, viste le condizioni di salute della madre e alla luce del fatto che la bambina non fosse posizionata in modo adeguato.

Come ha accertato la Procura, la piccola ha riportato conseguenze drammatiche come “danni cardiaci e renali, e una condizione di disabilità grave con deficit neurologici, psichici, motori, e sensoriali tali da considerarsi malattia insanabile”.

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