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Giorgia Soleri sull’aborto a 21 anni: “Sono stata aggredita dalla ginecologa”. Il racconto dell’influencer

Di Giorgia Soleri abbiamo imparato a conoscere il coraggio. Sotto al suo caschetto nero c'è l'energia di chi non ha paura di dare il giusto nome a ogni dolore. L'ultimo dei tabù che ha deciso di infrangere si chiama "aborto": l'influencer racconta la sua esperienza difficile e ingiusta.
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Ha solo 26 anni ma sembra avere le idee molto chiare sulle battaglie che intende combattere. Volto della lotta per la sensibilizzazione sulla vulvodinia e sulla neuropatia del pudendoGiorgia Soleri è in prima linea affinché queste malattie vengano riconosciute dal Sistema sanitario nazionale. L’influencer ha contribuito in modo determinante a far depositare alla Camera dei deputati lo scorso maggio una proposta di legge che per la prima volta chiede livelli essenziali di assistenza sanitaria per entrambe le malattie, che colpiscono rispettivamente donne e uomini e causano disturbi agli organi genitali cronici e insostenibili nella quotidianità.

Giorgia Soleri e il dolore nella sua vita: dalla vulvodinia a “La signorina Nessuno”

Di dolori, Giorgia Soleri, in effetti ne conosce anche molti altri. Ed è per questo che nel suo ultimo libro, La signorina Nessuno, da poco in libreria, affronta con l’inchiostro tutti i mostri che affollano la stanza: suicidio, anoressia, autolesionismo, depressione, aborto.

In un’intervista realizzata proprio in concomitanza dell’uscita della sua fatica letteraria, Soleri ha  raccontato molte cose di sé. I momenti felici con la madre Loredana, che oggi sta bene ma “ha avuto tre volte il cancro”, il rapporto con il femminismo, la perdita di un’amica morta suicida a 18 anni: “tutti noi amici siamo caduti dal 9° piano con lei”, ha detto Soleri al Corriere della Sera.

Poi la difficoltà nel ricevere una diagnosi di vulvodinia, arrivata nel 2020 dopo anni di dolori lancinanti che venivano minimizzati. Ricevere nero su bianco un nome per la malattia che aveva, quindi ha significato per lei liberarsi da questa sorta di invisibilità.

Perché serve una legge sulla vulvodinia e la neuropatia del pudendo

“Il 99 per cento delle persone – racconta Soleri al Corriere della sera – tra amici familiari e personale medico, crede che tu non abbia nulla.

Vieni delegittimata nel tuo dolore. È quasi una vergogna provarlo”.

Per questo, con il suo volto e consapevole della sua popolarità, ha condotto una battaglia per il riconoscimento della malattia, che è ancora in corso ma che ha conosciuto il suo primo traguardo quando il 3 maggio è stata depositata alla Camera una proposta di legge per fornire a chi soffre di vulvodinia e il suo corrispondente maschile, la neuropatia del pudendo, i livelli di cura essenziali previsti dal Sistema sanitario nazionale. Se la legge venisse approvata, chi ha una diagnosi per questa patologia non solo riceverà cure più organizzate ma non dovrà disporre di ingenti risorse economiche per curarsi, perché le spese saranno sostenute dallo Stato.

“Solo di riabilitazione del pavimento pelvico spendevo 240 euro al mese – spiega Soleri – più farmaci, integratori e visite”. E questo rende l’idea di quanto costi oggi curarsi.

Giorgia Soleri e l’aborto a 21 anni

Battaglie del genere, lasciano intravedere quanto Soleri sia forte oggi, ma rivelano solo spezzoni delle copiose sofferenze che l’influencer ha attraversato.

Come una, prima del libro inedita, che ha raccontato anche al Corriere della Sera: all’età di 21 anni ha dovuto fare i conti con una gravidanza imprevista.

Avveniva in un momento di incertezza economica e difficoltà personali: «Ero giovanissima – rivela la showgirl –  avevo problemi di salute mentale ed economici, non avevo un lavoro con entrate certe”. Al momento di recarsi in un consultorio della Brianza però non trovò nessuno di comprensivo ad ascoltare le sue ragioni o a farle analizzare i fatti: “Sono stata aggredita dalla ginecologa, che mi sgridò dicendo che noi giovani facciamo sesso senza precauzioni e  usiamo l’aborto come contraccettivo, senza sapere nulla della mia storia”.

Ma non c’è solo questo: Soleri racconta di “domande violente e invadenti a cui non vorresti rispondere poiché, qualsiasi sia il motivo della scelta, l’aborto è un diritto.”Oggi Giorgia Soleri si infuria quando la presentano come la fidanzata di Damiano dei Maneskin, e ha ragione: la sua storia parla per lei.

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