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Fedez ha rischiato di morire dopo l’intervento chirurgico: cosa hanno fatto durante l’operazione e le parole dei medici

Fedez ha raccontato quanto la sua operazione chirurgica sia stata complessa e rischiosa e di come nei giorni dopo le cose sarebbero potute andare male.
Fedez e il racconto dei giorni prima dell'operazione al pancreas: i video che mostrano cosa fece con la moglie e il figlio

Il caso, e una litigata con la moglie che gli ha permesso di scoprire la malattia. La paura di morire e i rischi corsi nei giorni successivi all’incidente. Il grandissimo amore per la moglie, reso ancora più forte dopo la malattia. E poi i figli, la voglia di arrabbiarsi di meno e le accuse sul tema dell’aborto. Sono molti i temi trattati da Fedez in una lunga intervista a Vanity Fair, nella quale si è messo a nudo ed ha raccontato di alcuni dei momenti più bui della sua vita recente.

Fedez, la litigata con la moglie e l’incontro con la dottoressa: “Non doveva passare di lì”

A volte è un litigio con la persona che ami che ti salva la vita: se Fedez, il giorno di una visita medica, non fosse arrivato in ritardo di due ore per un bisticcio con la moglie, non avrebbe incontrato la persona che gli ha salvato la vita: “Faccio un esame generale ogni sei mesi.

Quando è arrivato il giorno dell’appuntamento, ho litigato con Chiara e mi sono presentato con due ore di ritardo. Mentre mi visitavano, è passata di lì, per caso, una dottoressa che non doveva passare di lì. Ha guardato il monitor e ha ritenuto che il mio pancreas non fosse proprio nella norma. Le devo la vita”. La dottoressa che per lui ha rappresentato la salvezza l’ha poi incontrata mesi dopo, durante il concerto in Piazza Duomo: “Era presente al concerto in piazza Duomo, ci siamo abbracciati e ci siamo commossi”.

I rischi dell’intervento chirurgico: “Puoi uscire vivo, morire nei giorni successivi, oppure non farcela durante l’intervento“.

Per la prima volta Fedez ha anche spiegato quanto l’operazione chirurgica subita sia stata delicata e complessa e di come il rischio di morire sia stato alto: “Per operarmi, alcuni (organi, ndr)sono stati tolti dal mio corpo e messi sul tavolo, per asportare il tumore. Poi sono stati rimessi di nuovo all’interno, ma senza curarsi troppo dell’ordine. Perché, mi hanno spiegato i medici, tocca a loro ritornare nella posizione di sempre”. I rischi di un intervento del genere sono stati altissimi: “I medici sono stati chiari: da questa operazione puoi uscire vivo, morire nei giorni successivi, oppure non farcela durante l’intervento.

È durata sei ore e mezza. Ma è andata bene e ora sono fuori pericolo, diciamo, al 99 per cento”.

La paura di stare di nuovo male, ovviamente, c’è: “La vera paura è che mi possa venire una recidiva. Però non dovrebbe succedere. E non succederà”.

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