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Morto il linguista Luca Serianni, era stato investito a Ostia. Addio all’uomo delle parole e della lingua

Il docente e intellettuale era stato investito a Ostia tre giorni fa mentre attraversava sulle strisce pedonali.
Morto il linguista Luca Serianni, era stato investito a Ostia. Addio all'uomo delle parole e della lingua

Docente universitario, linguista e divulgatore, Luca Serianni è morto a 74 anni per le complicazioni dovute a un incidente avuto lo scorso 18 luglio.

Luca Serianni, addio al linguista e professore universitario

Ad annunciarne la morte è stata la famiglia, che ha ringraziato “tutti coloro che in questi giorni hanno manifestato il loro affetto” e si è rivolta anche al personale sanitario dell’Ospedale San Camillo di Roma. Lì infatti Serianni era stato trasportato dopo avere riportato gravi conseguenze a causa di un incidente stradale avvenuto a Ostia lo scorso 18 luglio. Un’auto lo aveva investito mentre attraversava sulle strisce pedonali causandogli “gravi lesioni cerebrali”.

Le sue condizioni erano parse immediatamente gravi ed era stato ricoverato in prognosi riservata. Dopo l’incidente, Serianni era entrato in “coma irreversibile”. Immediata la reazione della sua Università, La Sapienza di Roma, dove insegnava Linguistica.

Luca Serianni deceduto dopo l’incidente: il saluto de La Sapienza di Roma e degli studenti

In un lungo comunicato pubblicato sulla pagina dell’Università La Sapienza di Roma, la rettrice Antonella Polimeni esprime cordoglio a nome di tutta la comunità universitaria che circondava Serianni.

Il linguista è descritto come “punto di riferimento nella cultura nazionale per gli studi sulla lingua italiana” ed elogiato anche per la visione dell’educazione che amava ripetere e trasmettere ai suoi allievi. “”Chi ha scelto di fare l’insegnante ha scommesso sui propri scolari e in generale sui giovani; insomma non può prendersi il lusso di essere pessimista” – diceva Serianni. Alla diffusione della notizia della morte, Twitter ha reagito con un mare di post di persone che hanno voluto ricordarlo o condividere un momento che ha segnato il loro percorso.

Una studentessa per esempio sottolinea come fossero gremite le sue lezioni e Serianni – consapevole di questo – aveva deciso di farle una sorta di riassunto personale.

Ma a rivolgergli un saluto sono anche le istituzioni e i politici.

Primo fra tutti il ministero della Cultura, che parla di “Grave perdita per la cultura italiana, privata dell’intelligenza e della sensibilità che hanno contraddistinto Serianni nello studio e nella docenza della lingua italiana”. Il saluto più bello è però da parte di chi ha assistito alle sue lezioni o di chi ha studiato dai suoi libri. “A Serianni, maestro, che hai reso grande l’onore di Roma e dell’Italia, i tuoi allievi ti dedicano queste parole”, quindi gli studenti riportano dei versi tratti dal primo libro delle Bucoliche di Virgilio: “I cervi leggeri pascoleranno in cielo e le onde lasceranno sulla spiaggia pesci nudi o, superati i confini di entrambi, l’esule Parto berrà nel fiume Arar e il Germano nel fiume Tigri, prima che il suo volto sia cancellato dal nostro cuore’”.

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