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Bebe Vio, la foto esilarante scattata in riva al mare: follower in ginocchio, l’immagine è già virale

Bebe Vio ironizza spesso sulla sua disabilità ed i suoi follower adorano le sue gag a tema "protesi": questa volta ha superato se stesso con un post in contesto marittimo.
Bebe Vio ha rischiato di morire, il racconto del chirurgo

Bebe Vio non è solo campionessa di scherma: come è noto a chiunque l’abbia mai sentita parlare in un’intervista, è anche medaglia d’oro di senso dell’umorismo.

La campionessa paralitica, che porta protesi agli arti inferiori e superiori, scherza spesso sulla sua disabilità e così ha fatto anche poche ore fa, mostrando una grande ironia e capacità di sorridere delle avversità.

Bebe Vio, vita da spiaggia: via le protesi per nuotare

“Io vado a farmi un tuffo..Torno subito!” Ha scritto Bebe Vio su Instagram. Il perché è chiaro: la foto che ha pubblicato mostra le protesi dei suoi avambracci (con tanto di orologio al polso) appoggiate sul lettino da spiaggia, con un cartello, messo in “post produzione” con su scritto “Torno subito”.

 

L’immagine ha fatto molto ridere i follower di Bebe Vio, che sono abituati a sentirla e vederla scherzare con il suo corpo. Solo poco tempo fa la campionessa aveva raccontato, scossa dalle risate, che era in procinto di sostenere un esame di arte all’università che prevedeva una prova manuale (per lei che porta le protesi già di per sé ricca di complicazioni) e, proprio la sera prima, le si erano rotte tutte le protesi delle mani sinistre. Per questo motivo, come mostrava in un video, era costretta a dover vivere -fino alla riparazione delle sue protesi.

Bebe Vio: la malattia e la rinascita

Nel 2008, la vita di Beatrice Vio cambia: viene colpita da meningite e si salva per un soffio, grazie ai medici che riescono a fermare l’infezione. Purtroppo per salvare la ragazza, allora 11enne, i medici sono costretti ad amputare braccia e gambe. Per la schermidore comincia una fase molto difficile, sia a livello fisico che emotivo: a salvarla è un’intensa riabilitazione e la voglia di tornare a gareggiare, che la porta a tornare alla scherma agonistica un anno dopo aver contratto la malattia.

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