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Aumenti (e ribassi) delle tariffe telefoniche in base all’inflazione: c’è il via libera

Pubblicato: 17/12/2023 18:28

L’Autorità per le garanzie nelle telecomunicazioni – AgCom – ha varato il nuovo regolamento di disciplina dei contratti tra operatori telefonici e utenti finali. Con una novità assoluta: la possibilità dell’indicizzazione dei costi praticati nella telefonia e per internet al tasso di inflazione. Brutte notizie per i consumatori? Non necessariamente.

Nel dettaglio il nuovo Codice delle Comunicazioni elettroniche impone alle aziende di prevedere diverse tutele per i clienti a fronte dei possibili aumenti. Come il diritto di recesso senza costi. Via libera quindi ai rincari automatici legati all’indice di inflazione, che peraltro alcuni operatori hanno annunciato, e applicato, da tempo ai propri clienti. Ma da qui in avanti dovranno farlo rispettando i paletti indicati dall’AgCom per garantire le giuste tutele. Il primo dei quali prescrive l’obbligo di informare, ovvero: per la prima volta i gestori telefonici saranno obbligati a elencare tutti i dettagli necessari prima della firma del contratto. Informazioni che “devono essere riportate in modo chiaro, dettagliato e facilmente comprensibile”, sottolinea l’AgCom.

“E’ da un anno e mezzo che le compagnie telefoniche hanno cominciato a indicizzare i contratti all’inflazione, ma con l’annuncio del nuovo regolamento – ha detto a Fanpage.it Massimiliano Dona, presidente di Consumatori.it – verrà normato un fenomeno potenzialmente pericoloso. Sono regole sulla carta abbastanza garantiste per il consumatore: ci muoviamo infatti in un mercato poco trasparente e il regolamento dell’AgCom è sicuramente un passo in avanti importante”. Cosa dovremo quindi poter conoscere, e valutare, prima di sottoscrivere il contratto telefonico? Tra le varie voci indicate sono previste quelle dei livelli minimi di qualità del servizio, così come dei costi di attivazione, quelli ricorrenti o legati al consumo. Poi dobbiamo sapere i dettagli del piano tariffario – i Gigabyte previsti, minuti, messaggi ecc. – , le condizioni, compresi i contributi, sul servizio postvendita, manutenzione e assistenza ai clienti; l’utilizzo minimo o durata minima richiesti per beneficiare di condizioni promozionali.

Aumenti (e ribassi) delle tariffe telefoniche in base all’inflazione: c'è il via libera

Consenso esplicito, ora è obbligatorio

Ma soprattutto sarà necessario conoscere le informazioni sulle clausole relative all’adeguamento del prezzo all’indice di inflazione. Così come i dettagli sui costi della disdetta. Non solo. Un articolo fondamentale del nuovo percorso previsto dall’ Autority, in base al quale ci si potrà opporre ai rincari, è quello sul consenso esplicito che dovrà essere fornito dagli utenti. Senza questo le aziende telefoniche non potranno effettuare rincari automatici. “Non basterà una semplice comunicazione per far scattare gli aumenti, come pensavano le compagnie. Ma sono nulle anche le eventuali clausole di adeguamento dei prezzi al consumo già comunicate e introdotte senza aver raccolto un consenso esplicito”, ha aggiunto Dona.

L’intento dell’AgCom appare chiaro: garantire l’utenza stoppando la possibilità che gli operatori applichino aumenti legati all’inflazione, prevedendo – o peggio, imponendo – delle penali se il cliente decidesse poi di cambiare contratto. Tradotto in pratica: se l’aumento del canone supera la percentuale del 5% stabilita dall’AgCom, l’utente deve essere libero di passare ad altro gestore senza dover pagare penali (o chiedere di passare a un’offerta di analoghe caratteristiche che non preveda il meccanismo di adeguamento). Inoltre i contratti non possono prevedere un periodo di impegno iniziale superiore a 24 mesi. Per tutte le tipologie di contratto, e a partire dalla pubblicazione del Regolamento, l’utente finale dopo il 24° mese dalla stipula ha diritto di recedere in qualsiasi momento – basta un preavviso massimo di un mese – e senza incorrere in alcuna penale né nei costi di disattivazione. Ma attenzione: la proposta di modifica avanzata da un operatore può essere attuata solo dopo esplicita accettazione, in forma scritta, da parte dell’utente. In caso della mancata accettazione della modifica contrattuale di quest’ultimo restano in vigore le condizioni già previste.

Sono due i casi in cui gli operatori potranno applicare i rincari indicizzati: il primo è ricorrendo al calcolo dell’aumento in base all’Indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati; il secondo è applicando delle soglie minime di aumento. “L’operatore può per esempio aumentare di 3 euro la tariffa – spiega Dona – ma questo secondo tipo di rincaro è più rischioso: perché nel primo caso l’aumento è certificato dall’Istat, quello previsto da parametri non collegati all’inflazione no”. Ma un’ulteriore garanzia di non subire aumenti automatici e/o arbitrari prevista dall’AgCom stabilisce che l’operatore può applicare il primo tipo di rincaro (legato all’Istat), ma solo dopo dodici mesi dalla stipula del contratto, e che gli aumenti devono essere fedeli all’indice di inflazione. In questo caso è obbligato anche ad applicare una riduzione del costo dell’abbonamento, diminuendo le tariffe quando l’indice del costo della vita scende. Se invece il contratto non prevede correttivo del costo (aumento o diminuzione) rispetto all’indice Istat, quando un utente decide di recedere possono essere applicati i costi previsti.

Supporto durevole: in cosa consiste il requisito chiave chiesto agli operatori

Tornando al fondamentale aspetto della trasparenza delle condizioni praticate agli utenti, il regolamento impone che tutte le informazioni fornite dai gestori di telefonia e rete dati dovranno essere comunicate su un “supporto durevole”. Termine che prevede, ad esempio, l’invio di una mail che l’utente possa salvare e leggere in qualsiasi momento, e non una semplice comunicazione via sms o con una telefonata da call-center. E devono fornire, unitamente al contratto e anche in un contatto telefonico, una sintesi contrattuale concisa e facilmente leggibile che individua i principali elementi del servizio.

E’ stata la stessa Autorità per la garanzia nelle comunicazioni, con la commissaria relatrice Elisa Giomi, a definire il nuovo regolamento «un provvedimento senza precedenti che tutela tutti i consumatori rispetto alle condizioni contrattuali che gli operatori applicano ai servizi di telefonia e internet. Darà il massimo delle garanzie, a partire da un accesso chiaro ed esaustivo alle informazioni utili per la stipula dei contratti. Gli utenti saranno finalmente al riparo dagli aumenti automatici dovuti all’inflazione e dai costi di recesso, quando si vuole cambiare operatore. Una misura sociale di sistema quindi, che segna un avanzamento importante nella realizzazione del circuito virtuoso tra consumatori e imprese come è nei compiti dell’Autorità».

Ultimo Aggiornamento: 18/12/2023 10:38