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Roma, devastante incendio: pericolo per la salute, rischio diossina

Pubblicato: 24/12/2023 18:47

Un vasto incendio ha colpito la discarica di Malagrotta, situata nella capitale italiana. L’impianto di trattamento dei rifiuti, già al limite delle sue capacità, è stato avvolto dalle fiamme, causando l’accumulo di tonnellate di rifiuti in fumo. Una densa colonna di fumo nero, visibile a decine di chilometri di distanza, ha sollevato preoccupazioni per la sicurezza e la salute pubblica.

In risposta all’emergenza, la protezione civile ha esortato la popolazione nel raggio di un chilometro dall’incendio a restare lontano dall’area, tenere chiuse le finestre, evitare l’uso di condizionatori, e contattare il numero di emergenza 112 o la Sala operativa h24 di Roma Capitale in caso di necessità.

L’impianto, responsabile del trattamento e della differenziazione di circa 600 tonnellate di rifiuti al giorno, era essenziale per la gestione dei rifiuti nella zona sud-est della capitale. L’incendio, che potrebbe essere stato causato da un silo, ha portato a temere gravi conseguenze ambientali, in particolare la possibilità che la colonna di fumo contenga diossina.

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco con squadre specializzate e attrezzature per il controllo dell’inquinamento. Nonostante non ci siano stati feriti, l’operazione di spegnimento si preannuncia complessa e prolungata.

L’incendio di oggi riecheggia un evento simile avvenuto due anni fa, quando un altro impianto di Malagrotta fu distrutto. Attualmente gestita da un commissario, la discarica ora non può più ricevere rifiuti, aggravando l’emergenza rifiuti della città.

La società Ama, incaricata della gestione dei rifiuti, si trova di fronte alla sfida di trovare alternative per le 600 tonnellate di rifiuti trattati quotidianamente dall’impianto. Gli impianti di Rocca Cencia, Ponte Malnome, via dei Romagnoli, Guidonia e la microtrasferenza di Saxa Rubra, già vicini al loro limite di capacità, rappresentano le uniche opzioni disponibili.

Maurizio Marchini, portavoce dell’associazione ambientalista Lila, ha sottolineato la fragilità del sistema di gestione dei rifiuti, attribuendo l’incidente all’eccessiva dipendenza dalla discarica e alla mancanza di una solida infrastruttura per la raccolta differenziata. La situazione attuale dimostra, secondo Marchini, che oltre a essere un problema economico e ambientale, la gestione dell’indifferenziata rappresenta anche una seria questione di sicurezza.