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Accusa il marito di averla sfregiata con l’acido ma viene arrestata per calunnia

Pubblicato: 29/12/2023 10:50

“Mio marito ha tentato di sfregiarmi con l’acido”. E, invece, uno sviluppo inaspettato è emerso dalle indagini riguardanti l’incidente avvenuto lo scorso 5 dicembre, in cui una donna aveva accusato il marito di averle lanciato dell’acido nel tentativo di sfregiarla. La donna è stata arrestata.
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Gli agenti della squadra mobile di Agrigento e del commissariato di Palma di Montechiaro hanno eseguito un mandato di custodia cautelare in carcere nei suoi confronti, accusandola di sfregio permanente e calunnia. Sembra sia proprio lei l’autrice dell’aggressione.

Il marito ha sempre negato ogni addebito

Il marito, un uomo di 48 anni attualmente ricoverato nel centro grandi ustioni dell’ospedale Cannizzaro di Catania per gravi ferite alle mani e al collo, era stato arrestato immediatamente dopo l’incidente con l’accusa di lesioni personali gravissime. La sua versione dei fatti è sempre stata in netto contrasto con quella della moglie: «È stata lei ad attaccarmi», aveva dichiarato al gip, sostenendo di non aver nemmeno toccato la bottiglietta contenente l’acido.

Al contrario, la donna aveva raccontato di aver commesso una leggerezza quando aveva lasciato la casa sicura con indirizzo segreto, dove era stata trasferita dopo aver denunciato presunte violenze da parte del marito.

Di fronte agli investigatori, aveva affermato di dover recuperare alcuni vestiti e lo zainetto della figlia. Secondo la sua versione, una volta a casa avrebbe trovato il marito con una bottiglietta di acido in mano, che le avrebbe gettato in faccia. Fortunatamente, la donna se l’è cavata con 20 giorni di prognosi.

Il procuratore aveva condannato la «diffusione incontrollata di notizie»

Il giorno successivo all’incidente, che aveva suscitato un notevole clamore mediatico, il procuratore di Agrigento, Giovanni Di Leo, aveva condannato «la diffusione incontrollata di notizie», esortando alla massima prudenza. Il procuratore aveva sottolineato che l’interesse pubblico su un caso di questo tipo, accentuato da recenti e gravi episodi di violenza di genere, non dovrebbe degenerare in morbosità, linciaggio mediatico o nella divulgazione di voci e notizie non verificate. Questo al fine di preservare la serenità e l’integrità delle indagini, la genuinità degli atti e, soprattutto, i diritti alla riservatezza delle persone coinvolte, compreso l’indagato.