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Edith, due anni, soffocata con un cuscino: è arrivata la condanna alla mamma. Troppo poco

Pubblicato: 13/01/2024 22:04

In una sentenza che ha sollevato dibattiti e interrogativi, la Corte d’Assise di Pavia ha emesso un verdetto severo nel caso di Patrizia Coluzzi, una donna di 44 anni. Coluzzi è stata ritenuta colpevole dell’omicidio della sua bambina di soli due anni, avvenuto in modo agghiacciante: la piccola è stata soffocata con un cuscino. Questo tragico evento ha avuto luogo il 7 marzo del 2021, in un appartamento situato a Cisliano, vicino Milano.

La decisione della corte è stata sorprendente in quanto la pubblica accusa aveva proposto l’assoluzione di Coluzzi, basandosi su una perizia che attestava la sua incapacità di intendere e di volere. Tuttavia, la Corte d’Assise ha dato maggiore peso all’opinione dei periti da essa nominati, i quali hanno giudicato l’imputata seminferma di mente, una condizione che non esclude completamente la responsabilità penale.

La condanna inflitta a Coluzzi è stata di 12 anni di reclusione, con l’aggiunta di un periodo di 5 anni in una residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza. Oltre alla pena detentiva, è stato disposto un consistente risarcimento danni ai familiari della vittima: 650 mila euro al padre della bambina, 460 mila ai nonni e 800 mila euro agli altri due figli della coppia.

Il caso ha evidenziato una situazione di profondo disagio emotivo vissuto dall’imputata nel periodo dell’omicidio. Le circostanze di questa tragedia mettono in luce le complesse sfaccettature della giustizia e della psicologia umana, lasciando molte domande aperte sulla misura in cui le condizioni mentali influenzano la responsabilità penale e su come la società dovrebbe affrontare tali casi dolorosi e complessi.