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Neonato trovato nel cassonetto, la testimonianza dell’uomo che lo ha trovato: “Vogliamo adottarlo”

Pubblicato: 13/01/2024 23:31
neonato cassonetto Paolo Laforet

Un evento sconvolgente ha scosso la tranquilla comunità di Villanova Canavese, un piccolo Comune in provincia di Torino, sabato sera. Un neonato, ancora con placenta e cordone ombelicale attaccati, è stato trovato abbandonato in un sacchetto di plastica all’interno di un cassonetto dell’immondizia. Fortunatamente, i vagiti del bambino hanno attirato l’attenzione di un uomo di 49 anni, un operaio locale di nome Paolo Laforet, che ha immediatamente compreso la gravità della situazione e ha allertato i soccorsi.

Il neonato, un maschietto, è stato prontamente soccorso e trasportato all’ospedale di Ciriè, dove le sue condizioni sono state stabilizzate. Fortunatamente, le ultime notizie confermano che il piccolo sta bene, un esito positivo che ha portato sollievo in tutta la comunità. L’operaio, eroe del giorno, abita in una casa vicino al luogo del ritrovamento. La sua pronta reazione e sensibilità hanno permesso di salvare la vita del neonato in circostanze estremamente critiche. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 e i carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile, che hanno coordinato l’operazione di soccorso e trasporto del bambino all’ospedale.

Questo episodio ha scatenato un’ondata di emozioni nella comunità di Villanova Canavese, un piccolo centro di poco più di mille abitanti, sottolineando l’importanza della solidarietà e dell’attenzione verso gli altri, anche nei momenti più inaspettati. L’indagine per rintracciare i genitori del neonato è già in corso. Le autorità locali e la comunità si stringono attorno al piccolo, augurandogli una pronta guarigione e una vita serena, nonostante l’inizio traumatico. La storia del neonato salvato a Villanova Canavese rimarrà certamente impressa nella memoria collettiva come un promemoria della fragilità umana e del potere dell’empatia e del coraggio civile.

La testimonianza di Paolo Laforet e del figlio

“Mi sembrava come un gatto, ma avevo capito che non lo era. Sono corso subito a casa a chiamare mio padre”, racconta Casey, il figlio di Paolo Laforet, che per primo si è accorto del neonato. “Quando mi sono avvicinato ho visto una busta rossa e dentro infilato dalla testa c’era un fagottino. – spiega poi l’uomo – Potevo vedere spuntare dalla busta le gambette. Era tutto viola dal freddo, aveva la pelle del viso indurita. L’abbiamo portato dentro casa e l’abbiamo coperto con degli asciugamani caldi. Aveva ancora il cordone ombelicale attaccato e la placenta. Non sono un medico ma quel bambino avrà avuto al massimo due ore. Abbiamo allertato le forze dell’ordine e l’ambulanza, sono arrivati quasi subito e sappiamo che il bambino per fortuna sta bene. Se ce ne fossimo accorti anche solo un quarto d’ora dopo, con questo freddo…”.

“Villanova Canavese è un piccolo paese. – prosegue Paolo Laforet – Ci conosciamo tutti e non ho visto donne della zona in stato interessante. Secondo la mia opinione è una persona di fuori, ma una persona che conosce però questa zona e sa che questa strada non ha nemmeno una telecamera di sicurezza. Abbiamo già chiesto più di una volta di poter adottare il bambino. Sappiamo che è un percorso lungo, ma sarebbe bello ricevere una telefonata in cui ci dicono che può diventare uno della nostra famiglia”, conclude.
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Ultimo Aggiornamento: 15/01/2024 10:02